News 25 Gen, 2018 @ 23:36

La versione definitiva di Alisson

Da riserva di Szczesny a portiere completo: l'anno dell'esplosione di Alisson è qui.

By Redazione

La versione definitiva di Alisson

Nel calcio gli anni di passaggio – i cosiddetti anni di transizione -, possono portare verso due strade: la prima discesa verso l’oblio o l’ultima striscia di salita prima di trovare il punto più alto per la vetta. Questo discorso è ancora più importante per i portieri, sottoposti a inevitabili gerarchie che nel corso di una stagione li vedono o indiscussi protagonisti o riserve.
Bene, lo scorso anno di Alisson non sembrava proprio il primo passo verso il dimenticatoio – in fondo aveva solo 25 anni – ma neanche il trampolino di lancio che lo sta consacrando in questa stagione pazzesca.
Il lungo abbraccio con l’ex mister Luciano Spalletti in occasione dell’ultimo Inter-Roma in cui Alisson ha parato anche le lavatrici  ci aiuta a riavvolgere il nastro, e ci aiutano in particolare le parole del tecnico toscano che nel dopo-partita – anche con un po’ di magone – ha quasi fatto mea culpa, dicendo di averlo penalizzato quando era alla guida della Roma. Il problema che aveva Spalletti era uno: aveva due portieri fortissimi, e doveva fare una scelta. Ha scelto Szscesny per il campionato e ad Alisson ha lasciato le dieci partite di Europa League, nelle quali aveva già iniziato a farsi notare.

Dopo lo 0-4 della Roma sul campo del Villareal, al ritorno i sottomarini gialli hanno bombardato la porta di Alisson per rimontare: hanno trovato un muro

Ma l’ascesa di Alisson è stata talmente silenziosa che quest’estate, partito il portiere polacco alla volta della Juve, nessuno aveva immaginato una crescita così interessante, al punto da chiederci se Alisson meritasse il posto anche con Spalletti (forse sì, forse no, ma il dubbio lo ha insinuato).

Una doppia parata significativa nel pre-campionato: ipnotizzato El Pipita.

Già dal ritiro Alisson ha sfoderato tutti i suoi riflessi e ci ha dato più indicazioni sul tipo di portiere che avremmo visto quest’anno, prima di farci totalmente ricredere sulle consuete critiche rivolte ai portieri brasiliani (c’è anche un certo Ederson al City).
Oggi guardiamo Alisson e vediamo non più un semplice buon portiere, ma un calciatore completo nel suo ruolo. Ha tutte le skills nel suo repertorio: è alto, ha un fisico imponente che gli permette di ipnotizzare gli attaccanti con le uscite, ha i tempi giusti, ha i piedi buoni e una buona dose di reattività.

LE USCITE 

Qui due uscite in una gif della stessa categoria: fiondarsi sull’attaccante. Con il Chelsea legge in una frazione di secondo l’errore del difensore e l’avvento della punta, ma in scivolata spazza in extremis; con la Fiorentina anticipa con gli occhi il passaggio in verticale e utilizza le mani per spazzare il pallone.

Esistono alcuni casi, però, in cui Alisson si rende talmente onnipotente con il suo corpo che non ha bisogno di usare né piedi né mani per fermare gli attaccanti: riesce a ostruirli con il corpo, a farli allargare con il solo posizionamento. Qui un esempio di pura inibizione per Morata di fronte a lui.

I PIEDI

C’è il mito secondo cui nel Brasile quello bravo con i piedi è Ederson; ma ragazzi, Alisson è talmente forte che è la Roma stessa a ricominciare continuamente da lui. Ogni tanto fa queste finte pericolose, è vero, ma fino ad ora non ne ha sbagliata mezza.


Poi ci sono dei casi in cui esagera proprio, ma anche con la Spal la giocata raffinata era alquanto necessaria.

L’ultima vittima in ordine di tempo è Icardi, ma d’altronde Alisson doveva inventarsi qualcosa di diverso alla duecentesima volta in cui veniva chiamato in causa dai suoi compagni. Spesso ha allargato con precisione sulle corsie esterne (ha sbagliato un solo lancio, ma con uno di questi ha fatto un assist per El Shaarawy), ma in questo caso si è riprodotto nella consueta finta.

Come vedete, anche quando la difesa lo serve, lui intravede lo spazio attraverso cui far passare il pallone con lanci chirurgici.

RIFLESSI 

Qui Alisson gioca a un altro sport: prima si distende e poi fa una seconda parata superlativa a equilibrio perso con la gamba di richiamo. Pauroso.

Parare rigori in movimento: fatto.

Un po’ di manifesta superiorità per Alisson ce l’abbiamo? Ma cosa ha fatto? Ma che portiere è?

Questa è tipo la giocata perfetta di Alisson, la mia preferita perché mostra tutte le sue capacità: prima fa una parata eccezionale, poi si rialza in un decimo di secondo e con il fisico sposta l’attaccante che prova a portarlo oltre la sua linea di porta. Il tutto mentre aggancia il pallone a due mani, senza schiodarlo.

 

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