Home, News 12 Feb, 2018 @ 16:56

La lezione di Lorenzo… che sveglia pure il Gallo

Sapete cosa c’è di bello nel calcio? Che come tantissime altre espressioni della vita pubblica è pieno zeppo di retorica. Retorica su cosa sia giusto o sbagliato dire, fare e...

By Elia Lavelli

La lezione di Lorenzo… che sveglia pure il Gallo

Sapete cosa c’è di bello nel calcio? Che come tantissime altre espressioni della vita pubblica è pieno zeppo di retorica. Retorica su cosa sia giusto o sbagliato dire, fare e pensare. Anche se poi, in fin dei conti, tutto rischia di andare a rotoli per davvero.

Pensiamo a quei comportamenti aberranti legati al tifo che diventano oggetto d’indignazione nazionale a orologeria (il tema razzismo ad esempio), salvo poi ripresentarsi più o meno nel silenzio la settimana seguente, come niente fosse. O alla retorica degli stessi protagonisti del pallone sui guadagni degli atleti, sulla deriva morale del gioco, e sulla conduzione di Club e federazioni, affossati proprio da chi più ne lamenta il declino.

Un corto circuito infinito che ha allontanato il grande calcio da piazze storiche del nostro paese, e che rischia di far estinguere su larga parte del territorio la prospettiva di un futuro di calcio competitivo, professionale e soprattutto appassionante.

E allora perché il pallone non molla? Perché siamo tutti sempre e ancora qua? Ce l’ha spiegato a suo modo Lorenzo, il piccolo tifoso del Torino reso noto qualche giorno fa da un video divenuto poi virale sul web, vivendo un breve momento di gloria nel pre-partita di Torino-Udinese di ieri.

Il video che lo aveva reso noto nell’ambiente granata è semplicissimo. C’è Lorenzo che, prima della partita, scandisce a gran voce e con un entusiasmo contagioso la formazione e il “motto” dei tifosi del Toro. Eccolo qua…

Performance appunto riproposta ieri all’attenzione di tutto lo stadio Olimpico Grande Torino, trascinato dallo “speaker” d’eccezione. Questa volta, a dire il vero, apparso un po’ più emozionato…

La risposta al quesito che avevamo posto prima sembra adesso più chiara. Non pensate a tutto il siparietto creato per l’occasione, ma soffermatevi sulle espressioni di Lorenzo. Se a 30, 50 o 70 anni riconoscete in voi lo stesso incondizionato e un po’ “sguaiato” trasporto che anima questo bambino di 3 anni e mezzo, avrete capito perché siete ancora qua. Nessuna retorica, solo pura e viscerale passione.

E se pure il “Gallo” si è svegliato tornando a segnare dopo un’infinità, qualcosa di vero attorno a questo benedetto pallone ci sarà ancora.

Elia Lavelli

Twitter: @ACMironjr

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