Arrivederci amore ciao, le nubi sono già più in là

Arrivederci amore ciao, le nubi sono già più in là

Un pensiero riguardo la cessione di Manolo Gabbiadini, il comportamento del giocatore e dell’ambiente circostante. Sulle note di Caterina Caselli

Ho adorato e apprezzato Manolo Gabbiadini da calciatore del Napoli. Non solo per le sue qualità in campo quanto, principalmente, per ciò che rappresenta fuori dal rettangolo di gioco. Una persona educata, un ragazzo perbene. Mai una parola fuori posto, mai una polemica. Anche quando avrebbe dovuto alzare la voce, Manolo è rimasto in silenzio. E non per mancanza di palle, come qualcuno vuole far credere. Bensì per un rispetto e per un’educazione che in molti non possono vantare. Nell’era degli starnazzi sui social network, i messaggi di Gabbiadini sono sempre stati positivi e mai divisori.

Gabbiadini, “costretto” a lasciare il Napoli per un equivoco tattico – e di null’altro si tratta -, si rifarà senza dubbio in Inghilterra. Perché le sue qualità sono indubbie. Il fatto che sia andato via dall’Italia è uno spreco, ce ne accorgeremo e ci mancherà. E, non so perché, o forse lo so, questa vicenda mi ricorda molto una famosa canzone di Caterina Caselli, “Insieme a te non ci sto più”.

Gabbiadini

Gabbiadini lascia Napoli sostanzialmente per salvare la sua carriera sportiva. Una carriera che stava rischiando di prendere una brutta piega. “Insieme a te non ci sto più”, è sembrato dire il club. Gabbiadini, da gran signore, ha ricordato a tifosi, società e critici che a parlare sono i numeri. Numeri che, ovviamente, gli danno ragione. Ha salutato tutti, tranne Sarri. Giusto così, nessuno si aspettava il contrario. Chi doveva intendere ha inteso, senza megastricioni o manifesti. “Quella persona non sei tu, quella persona non sei più”.

Sarebbe stata una bella storia da raccontare, non ne scopriremo mai la fine. Io però una cosa la so: Gabbiadini non meritava il trattamento ricevuto fino ad ora. In bocca al lupo Manolo, fatti rimpiangere.
“Arrivederci amore ciao, le nubi sono già più in là. Finisce qua…Chi se ne va, che male fa?”.

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