Ci vediamo doping

Ci vediamo doping

Rio 2016 non è nemmeno iniziato e già gli scandali doping dominano la scena: un problema che sembra non essere mai sul punto di terminare

Quelle di Rio 2016 non sono ancora iniziate, eppure rischiano già di diventare universalmente conosciute come le Olimpiadi con il più alto tasso di polemica degli ultimi anni. Tra preservativi donati agli atleti e camere spartane, passando per un villaggio Olimpico non ancora terminato e gli uccelli a cui scappa nei campi da tennis, le Olimpiadi brasiliane stanno creando pubblicità non troppo negativa prima della cerimonia d’apertura che sancirà l’inizio del tutto.

Una pubblicità di certo arrivata al pubblico in maniera sbagliata soprattutto per quanto riguarda l’aspetto doping. Un male che, evidentemente, non si vuole o non si può combattere: tantissimi gli atleti coinvolti, con lo scandalo Russia a farla da padrone. D’altronde le parole pronunciate oggi da Michael Phelps, uno che alle Olimpiadi qualcosa è riuscito a fare nel corso degli anni, rendono perfettamente l’idea di quanto sia serio questo problema nel mondo dello sport: “Tutti noi vogliamo uno sport pulito e sfidarci sullo stesso piano di gioco ma onestamente nella mia carriera non so se ho mai gareggiato in uno sport pulito, è fastidioso”. Lo è davvero, perché in tal caso vengono meno tutti i valori che uno sport dovrebbe avere: lealtà, rispetto, educazione, amor proprio.

Olimpiadi

Anche l’Italia purtroppo non è esente da questo problema: la situazione di Alex Schwazer è ancora tutta  da chiarire e bisognerà attendere l’8 agosto per avere una risposta definitiva, mentre sappiamo già che la pallavolista Viktoria Orsi Toth non sarà alle Olimpiadi per via della positività al doping riscontrata qualche giorno fa. Un vero peccato, soprattutto perché anche questa volta si poteva dare un messaggio forte contro una piaga che distrugge gli sport da troppi anni, e si è persa l’ennesima occasione per farlo. Il pericolo vero resta quello della mentalità, di ricorrere al doping perché può far vincere o perché “lo fanno tutti”. Intanto, questo schifo ha messo la freccia e ci ha sorpassato: chissà se un giorno lo riprenderemo. Per adesso, non resta che mettersi in scia e trovare una nuova maniera per far si che lo sport prosegua nel migliorare la sua immagine, o quantomeno ci provi.

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