Cosa ricorderò di Steven Gerrard

Cosa ricorderò di Steven Gerrard

Steven Gerrard lascia il calcio. E noi lo ricordiamo con una partita fantastica contro una squadra italiana

Alla notizia del ritiro di Steven Gerrard ho avuto reazioni contrastanti. Da una parte ho avvertito, ovviamente, un enorme dispiacere. Perché un campione che lascia il calcio, anche se a 36 anni, è sempre una piccola sconfitta. D’altro canto, però, mi sono sentito persino sollevato. Perché quello che Stevie G ha fatto alla mia squadra ancora me lo sogno la notte. Quel Liverpool-Napoli di Europa League sarà impossibile da dimenticare.

Stagione 2010-2011. Il Napoli partecipa alla competizione nel girone K, che racchiude azzurri, Reds, Steaua Bucarest e Utrecht. La squadra di Mazzarri raccoglie tre punti nelle prime tre partite, pareggiando contro tutte le avversarie. La quarta giornata vede l’approdo del team ad Anfield, tana del Liverpool. Di fatto ci si gioca il primo posto nel girone.

La gara è equilibrata, con il Napoli che si difende bene e poi attacca in maniera ficcante, complici anche gli spazi lasciati dai Reds. A metà del primo tempo è Lavezzi a battere il futuro portiere azzurro Reina, firmando lo 0-1. Un ricordo indimenticabile, un gol che rischia di essere storico, perché il Liverpool in casa aveva perso solo contro un’italiana nella sua storia, la Fiorentina, l’anno prima. Inoltre, per il Napoli sarebbe stata la prima incredibile vittoria in casa degli inglesi. Il primo tempo scorre via tranquillo e l’impresa dista solo 45′. Dopo l’intervallo, però, arriva lui.

Gerrard

Al posto di uno spento Jovanovic entra Steven Gerrard. Va in campo con quel suo numero 8 e un’aura leggendaria. Ogni tocco è un applauso di Anfield, oltre che una giocata pericolosa. Il Napoli resiste, lotta. Ma è stanco, Mazzarri non fa cambi. E ad un certo punto, aiutato anche dalla difesa azzurra, Gerrard decide di salire in cattedra e tenere una lezione di mentalità calcistica.

E’ il 75′ quando Stevie G. sigla il gol del pareggio. Erroraccio di Dossena in disimpegna e il rimpallo è di certo un po’ fortunato. Ma il gol è reale, con Gerrard che zittisce persino i tifosi azzurri sotto la curva di loro appartenenza momentanea. Un gesto sfrontato, forse maleducato. Che però carica la Kop, lo stadio intero e la squadra. Gerrard di carica non ha bisogno, e lo dimostra anche dopo. Aronica concede un calcio di rigore per un intervento scriteriato e lui lo realizza all’87’. Passa solo un minuto ed ecco il 3-1, sempre a firma Gerrard. Una tripletta nel giro di 13′ e i sogni di gloria azzurri svaniscono come neve al sole. Da solo, il capitano del Liverpool aveva steso una squadra intera.

Oggi penso ancora a quello zittire impunito, agli errori difensivi e ad una sconfitta che a conti fatti non fu decisiva (il Napoli passò come seconda del girone). Penso, però, anche alla magnificenza di un giocatore che in carriera avrebbe meritato almeno di vincere un campionato, se non addirittura un Pallone d’Oro. E allora onore a te, Steven Gerrard. Non ci farai più male, ma non farai più nemmeno il bene del calcio.

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