Emerysmo

Emerysmo

L’allenatore del momento si chiama Unai Emery: miracoloso al Siviglia, meriterebbe anche lui un movimento tutto suo

Il miracolo del Siviglia non si può ignorare, e soprattutto non si deve farlo: gli spagnoli sono ormai dominatori assoluti dell’Europa League, grazie al terzo trionfo consecutivo nella competizione. Qualcuno propone di denominarla Sevilla League, altri lodano i calciatori per un’impresa che ha dell’incredibile. Tutto a posto, senz’altro. Ma il demiurgo qui è un altro, e si chiama Unai Emery.

Un nome che sembra una supercazzola, una vera e propria garanzia: persino in una stagione non esaltante, che ha visto la sua squadra uscire dai gironi di Champions League e non vincere mai una gara in trasferta in campionato, Emery è riuscito a scrivere la storia con il suo gruppo di ragazzi. Il segreto, dice lui, è quello del “desiderio di vincere la Coppa”. Una cosa banale, che potrebbe avere chiunque. Ma da queste parole evince la volontà di crederci e di non sentirsi appagati da successi precedenti. Non è un caso che il tecnico sia diventato il primo a vincere tre finali consecutive di Europa League da allenatore, peraltro con la stessa squadra.

BASEL, SWITZERLAND - MAY 18: In this handout image provided by UEFA, Unai Emery coach of Sevilla congratulates man of the match Coke after the UEFA Europa League Final match between Liverpool and Sevilla at St. Jakob-Park on May 18, 2016 in Basel, Switzerland. (Photo by Handout/UEFA via Getty Images)

Ovviamente, anche il fatto che Emery fosse stato vicino a club italiani non è stata una casualità: sia Napoli che Milan lo volevano per dare un’impronta nuova e internazionale al loro progetto. A Napoli, tutto sommato, si sono “accontentati” dell’ottima stagione con Sarri, peggio invece è andata ad un Milan assolutamente insufficiente e ormai nel baratro della mediocrità. Intanto, all’inizio della prossima stagione, Emery si giocherà l’ennesima Supercoppa Europea e parteciperà nuovamente alla Champions League pur essendo arrivato al settimo posto in Liga, e dunque abbondantemente lontano dalle prime della classe. Un visionario del calcio, forse ancora troppo sottovaluto rispetto a quanto vinto e fatto in carriera. Un altro trofeo in bacheca, e un movimento che merita di essere promosso: l’Emerysmo è una realtà, lunga vita ad Emery.

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