Il (quasi) miracolo della Siria

Il (quasi) miracolo della Siria

La Siria ha sfiorato il Mondiale ma non deve avere rimpianti, perché i calciatori della Nazionale hanno regalato un sogno a una terra fin troppo martoriata

Il riscatto di una Nazione era lì, pronto a essere consumato. La Siria stava facendo la storia, scrivendola in una maniera perfetta e in un contesto storico e socio-politico che necessitava una chance del genere. L’obiettivo, a livello sportivo, stava diventando solo uno: andare a giocare la Coppa del Mondo del 2018 in Russia. Un evento che avrebbe in qualche modo risarcito un popolo martoriato, che ormai da anni soffre costantemente l’impatto di bombe e guerre che sembrano non avere mai fine. Il miracolo sportivo dell’anno, però, purtroppo non è avvenuto. La Siria, pur arrivando a giocarsi il primo spareggio per il Mondiale, ha dovuto cedere il sogno a qualcun’altro.

L’Australia dell’eterno Tim Cahill si è palesato come un avversario troppo difficile da superare. Dopo la gara d’andata terminata col punteggio di 1-1, quella di ritorno si era avviata ai supplementari proprio in virtù dello stesso punteggio. Poi però gli ospiti sono rimasti in 10 e gli australiani hanno trovato il gol della sicurezza, ancora con un Cahill sempre in grande spolvero. Il sogno era finito. Ma, a differenza delle scorse occasioni, stavolta era anche iniziato. Perché nel suo girone la Siria ha offerto un buon connubio di gioco e risultati, ha lottato con le unghie e con i denti ma soprattutto con il cuore per riuscire a fare qualcosa di importante. I calciatori non rappresentavano solo loro stessi, ma un Paese intero.

Siria

E pazienza che il Mondiale non possa più rappresentare un obiettivo raggiungibile. Nonostante le difficoltà, un pugno di siriani ha dimostrato che i sogni possono esistere anche per la gente che soffre di più. Che la vita regala sempre una seconda possibilità. Ma, soprattutto, che nulla può essere più bello dell’unità d’intenti per raggiungere lo stesso obiettivo. Il Mondiale non è arrivato ma il riscatto sì: la Siria c’è ancora, e per fortuna continuerà a esserci.

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