Lo spezzatino indigesto

Lo spezzatino indigesto

Una partita ieri sera, un’altra stasera, poi sabato e domenica: ma questo spezzatino è davvero necessario? La risposta è meno scontata del previsto.

L’abitudine del campionato spezzatino sta diventando ormai sempre più dura a morire in Serie A: da qualche anno, in controtendenza con la cultura calcistica italiana, ci ritroviamo partite ad orari improponibili e senza fascino, che rappresentano un vero schiaffo in faccia verso gli appassionati di calcio. Gli stessi assidui frequentatori degli stadi che, molto spesso, hanno palesato la loro diffidenza nei confronti di una partita da giocare ad ora di pranzo, pure perché la peperonata è difficile metterla nel panino.

Lazio

In questo giornata, poi, probabilmente si toccherà il fondo del barile: il 25° turno è partito infatti già ieri sera con Lazio-Verona, per poi proseguire stasera con Carpi-Roma, sabato con tre anticipi tra cui Juventus-Napoli e domenica con il resto delle partite, rigorosamente divise tra ora di pranzo, primo pomeriggio e sera. Avevano pensato anche di creare due squadre al volo per il lunedì, poi la cosa è fortunatamente rientrata. In procinto di osservare quanti suicidi avverranno durante questi giorni, è interessante notare come il “best for business” di un contesto del genere sia praticamente agli antipodi rispetto alla volontà del tifoso medio. Con l’avvento delle pay tv, d’altronde, sapevamo benissimo a cosa saremmo andati incontro: in Premier League una cosa del genere è praticamente la normalità, ed ora anche la Liga e il campionato francese si sono accodate con successo. Il problema è che ammechecazzomenefregaame dello spezzatino? Qui ci manca il pomeriggio su Diretta Gol, l’orario standard delle 15. Le 12:30 lasciamole alle banchettate in famiglia, alle attese spasmodiche, allo scatenarsi su un giocatore infimo o una formazione fatta col deretano. Il lunedì vogliamo solo Biscardi, Controcampo, le chiacchiere del giorno dopo, le analisi, il moviolone e i bestemmioni che nemmeno Germano Mosconi.

Ma il calcio del popolo è un calcio poco appetibile, almeno adesso. Un calcio forse “povero”, banale. Un calcio vecchio. Noi però non ci arrendiamo. Io però, nel dubbio, la peperonata allo stadio me la porterei. Perché lo spezzatino è indigesto.

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