Questione di cuore

Questione di cuore

Un messaggio di incoraggiamento ad Antonio Mirante, portiere sempre troppo sottovalutato che sta affrontando un momento delicatissimo

Antonio Mirante si è imposto, dopo molti anni di gavetta, come uno dei portieri più interessanti del panorama italiano. Spesso costante nel rendimento e quasi mai protagonista in negativo in maniera clamorosa, ha avuto forse la sfortuna di giocare a calcio in un tempo nel quale la generazione di portieri ha prodotto un mostro sacro come Buffon e un ragazzino che si prepara a diventarlo come Donnarumma, e in mezzo tanti portieri solidi di squadre abbastanza importanti, come i vari Marchetti, Perin e Sirigu. A dispetto di tutto, Mirante si è però imposto all’attenzione degli addetti ai lavori giocando praticamente solo per squadre di medio-bassa classifica, con la Juventus che lo ha sedotto e abbandonato troppo presto. Crotone, Siena, Sampdoria, Parma e Bologna non possono che aver apprezzato il suo apporto, in questi anni.

Mirante

A 33 anni, la carriera di Mirante si avvicina ormai alla fine. Ma le notizie che stanno arrivando negli ultimi giorni potrebbero rappresentare un saluto che assolutamente non vorremmo mai vedere: secondo indiscrezioni, il malore che ha danneggiato il portiere dopo la gara contro il Torino riguarderebbe un problema cardiaco. Degli esami sono ancora in corso ma la gravità del problema si è resa palese soprattutto nel momento in cui il Bologna ha dovuto acquistare un altro portiere, Gomis, per cercare di ovviare alla situazione. “Il Bologna Fc 1909 comunica che, in seguito a un lieve malore, Antonio Mirante è stato sottoposto presso il Policlinico Gemelli di Roma a una serie di accertamenti medici, che proseguiranno fino ai primi giorni della prossima settimana. L’esito degli esami consentirà di determinare i tempi necessari alla ripresa dell’attività agonistica a pieno regime”, il comunicato sul sito ufficiale dei rossoblu. Una mazzata enorme, specialmente per chi la storia di Mirante l’ha realmente apprezzata, come si fa con quella di un eroe silenzioso e troppo spesso passato sottotraccia.

La speranza è, ovviamente, quella di poter vedere Antonio Mirante compiere altre grandi parate e fermare altri rinomati attaccanti. Qualora questo non potesse avvenire, perché la salute va posta sempre prima di ogni cosa, non ricorderemo Mirante come uno che “non ce l’ha fatta” quanto invece come chi, in maniera costante e coerente, si è reso protagonista anche quando il destino pareva avergli impedito di esserlo.

In bocca al lupo, Antonio. 

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