“Scusi, chi ha fatto palo?”: Conte, Insigne e una qualità necessaria

“Scusi, chi ha fatto palo?”: Conte, Insigne e una qualità necessaria

Per Conte è arrivato il momento delle scelte pesanti. E, a questo punto, rinunciare ad uno come Insigne sarebbe un delitto

Chiariamo subito: la sconfitta dell’Italia subita ieri contro l’Irlanda non ha nulla a che vedere con quanto visto e detto fino ad ora. KO indolore in un match praticamente inutile, il nostro dovere l’avevamo già fatto precedentemente e, se non fosse per un tabellino messo insieme veramente con gli sputi, a quest’ora il nostro cammino ad Euro 2016 sarebbe senz’altro più semplice. L’Italia 2 di certo non ha convinto e questo forse lo si sapeva già. Probabilmente, però, Conte sperava in qualcosa di più. E tutto ciò potrebbe creare un problema non da poco riguardante l’affidabilità della rosa, soprattutto in un contesto di possibili squalifiche, considerando che abbiamo collezionato la bellezza di 10 ammoniti in 3 gare e che lo stop forzato arriva alla seconda ammonizione.

In un grigiore assurdo, con una Nazionale praticamente dominata da un avversario ovviamente più scarso ma con più fame, gli unici lampi di gioia li ha portati Lorenzo Insigne: il folletto napoletano è entrato in campo dando un impatto diverso e la manovra offensiva ne ha beneficiato. Di fatto è stato lui a creare l’occasione più pericolosa, colpendo un palo dopo una conclusione precisa. Pochissimi minuti in campo, che però hanno praticamente scritto una sentenza: non si può sempre e solo correre, mazzolare e sperare nel contropiede. A quest’Italia serve qualità in attacco. Una qualità che, di riffa o di raffa, può portare soltanto Insigne.

Insigne

Conte lo considera in effetti un’arma da utilizzare a partita in corso nelle situazioni di crisi. Ma utilizzare un giocatore così talentuoso in una maniera tanto centellinata ed eccessivamente ponderata onestamente sembra rappresentare un grande ed incomprensibile punto interrogativo. Un vero peccato, anche perché le cose adesso si fanno durissime: agli ottavi troviamo una Spagna non più ingiocabile ma pur sempre superiore alla nostra rosa. E alla qualità avversaria dobbiamo contrapporre la nostra per uscirne vincitori. Che sia davvero il momento di Insigne? Forse Conte ci sta pensando e qualcuno, in fondo, ci spera.

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