Siamo tutti Sturaro

Siamo tutti Sturaro

Stefano Sturaro ieri è entrato nella leggenda per un gesto comico. Ma in fondo tutti abbiamo trascorso questi momenti

Juventus-Lione in fondo è una partita come le altre. Dal punto di vista sportivo non saranno ricordati il rigore di Higuain, il gol facilissimo sbagliato solo davanti a Lopes, il gol del pari di Tolisso o il liscione di Barzagli che quasi costava la partita ai bianconeri. Juve-Lione sarà dunque una partita che non farà da esempio negli anni avvenire. Un giocatore bianconero, però, è destinato ad entrare nella leggenda.

Quella di ieri è stata certamente la partita di Stefano Sturaro. No, niente gol, assist o interventi decisivi. Sturaro si è reso protagonista ieri di una giocata che ha posseduto la vera essenza del bomberismo. Il centrocampista, talmente bravo da andare ad Euro 2016 senza nemmeno una presenza ufficiale in Nazionale prima dei campionati, ha palesato tutta la sua straordinaria tecnica stoppando il pallone alla velocità della luce. Forse è proprio per questo che, spaesato dalla troppa leggiadria dei suoi movimenti, ha perso clamorosamente di vista lo stesso. La vaccata rischiava di assumere contorni tragici, dato che nell’azione citata il Lione quasi sfiora il gol del vantaggio.

Sturaro

Ironie a parte, il controllo sbagliato ieri da Sturaro è decisamente perdonabile. Perché? Semplice: almeno una volta nella vita siamo stati anche noi Stefano Sturaro, in quella situazione. Nel campetto di terra che diventa fango sotto la pioggia, in quello con l’erba sintetica che, talmente scadente, ti si appiccica come sabbia sulle gambe. Derisi e presi in giro dopo la giocata negativa, abbiamo però continuato a lottare e menar calci per rispondere ai fischi.

Prevedibile che, nel mondo di internet, una roba del genere diventasse immediatamente virale. E così, in pochi minuti, il controllo di Sturaro è arrivato ovunque. Però ricordiamolo sempre: questo ragazzo gioca nel club Campione d’Italia, in Nazionale e in Champions League. Noi dove siamo? Quindi bomber si, ma con comprensione e fratellanza. E chissà, ovviamente, quanti altri stop sbagliati ci attendono…

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