Bomber Sinisa, la cagarella e i ragionieri

Bomber Sinisa, la cagarella e i ragionieri

Mihajlovic e il suo Torino rappresentano perfettamente un qualcosa che deve ancora trovare la forza di evolversi in maniera decisiva.

Sinisa Mihajlovic ormai lo conosciamo, è testardo e sincero a livelli estremi. Uno degli allenatori più schietti in circolazione, con il quale è facile comunicare quanto scontrarsi. Anche ieri il tecnico serbo ne ha dette un paio delle sue, ovviamente contro suoi giocatori.

“Se un calciatore giovane dopo 60′ ha i crampi, forse ha sbagliato mestiere. Dovrebbe fare il ragioniere”, ha spiegato parlando di Obi. In conferenza stampa è arrivata anche la perla della cagarella di Ljajic, uscito anzitempo nel momento finale della partita proprio per alcuni problemi intestinali. Mihajlovic spesso male non fa a lamentarsi dei suoi giocatori: è un modo come un altro, in realtà, per farli rendere meglio. Sovente, però, questo metodo non basta, o quantomeno risulta addirittura nocivo.

Il vero problema però è un altro: il Torino, come quasi tutte le squadre allenate fino ad ora da Mihajlovic, sostanzialmente è lo specchio del suo allenatore. Una squadra tosta, battagliera, con buona qualità e discrete idee. Che, però, dal punto di vista mentale non riesce mai a fare il salto di qualità. Mihajlovic ci aveva provato ad inizio carriera, con la Fiorentina, facendo malissimo. Bene con la Sampdoria, anche se con alti e bassi. Poi la grande occasione al Milan. Un’occasione gettata al vento, anche se non solo per colpa sua.

Mihajlovic

Una piazza come Milano è complicata da gestire, specie quando non vince da tanto. Così il progetto Torino sembra perfetto per Mihajlovic: giovani talenti, voglia di far bene, necessità di imporsi nel presente e nel futuro. Sia chiaro, il tecnico sta lavorando discretamente, d’altronde i 15 punti della squadra parlando chiaro. Al Torino come a Mihajlovic sembra però mancare quel pizzico di personalità, soprattutto fuori casa, che può fare la differenza tra una grande compagine e una di medio livello.

Probabilmente, con un po’ di fortuna e qualche accorgimento, già da quest’anno il Torino tornerà in Europa League. Le potenzialità per fare di più, però, ci sono. Basterà non avere, almeno a livello mentale, un po’ di cagarella nei momenti importanti e decisivi.

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