Cose che ho vissuto allo stadio

Cose che ho vissuto allo stadio

Abitare a Napoli non comporta soltanto dover affrontare un traffico asfissiante, minchioni di turno e luoghi comuni da parte dei mangia-polenta, ma anche e soprattutto una problematica sottovalutata: quella di andare allo stadio. Al San Paolo ho vissuto davvero di tutto dal punto di vista sportivo: dall’intera prima stagione di Serie C al rigore sbagliato da Higuain contro la Lazio, passando per la semifinale di Coppa Italia contro il Siena, la vittoria in Champions contro il Borussia, le bestemmie contro il Dnipro e sfide con squadroni come la Pistoiese. Sfortunatamente, specialmente sugli spalti ho vissuto momenti che oscillavano sempre tra l’ilarità e il dramma personale, un vero e proprio connubio di eventi che sarebbe capace di strappare un sorriso divertito persino a Marilyn Manson. Tra Curva B, Distinti e Tribuna Posillipo, ecco alcune delle più variopinte situazioni che ho avuto modo di vivere durante una partita degli azzurri.

– L’intera Curva B che si accalca su sé stessa per fuggire dallo stadio dopo un’immotivata voce di una bomba all’interno.

– Una ragazza che mi fa l’occhiolino ammiccante. Con la ragazza di fianco.

– Una tipa che, per tutta la Santissima partita, mi prende a ginocchiate sulla schiena senza riuscire a fermarsi.

– Una megarissa tra uno steward un po’ losco e un povero cristiano, che si vede addirittura rovesciare addosso una bottiglietta di coca-cola dopo una colluttazione in verità fortuita. I due faranno poi pace ridendo e scherzando a fine partita

– Un tizio che mascherava le scorregge fingendo di tossire, in stile Peter Griffin. Da segnalare la reazione schifata della bambina seduta di fianco a lui.

– Un hipster che nei Distinti si PETTINAVA LA BARBA. DIO. MIO.

– Un tamarro leggendario che ci prova con una steward molto carina e viene rifiutato con la stessa delicatezza di quando cadi faccia a terra da un balcone al piano terra.

stadio

– La presenza, a maggio e con un caldo bestiale, di un figuro VESTITO DA ASINO che intratteneva i tifosi nei Distinti, con il costume che emanava calore solo a guardarlo.

– Ragazza, all’incirca sui 25 anni, che viene allo stadio con i tacchi e con il vestitino. Metà del pubblico presente distratto per tutta la partita.

– Un uomo che, dopo aver svuotato tutto il vino di casa sua, si siede vicino a me dando sfoggio di un alito dal sapore degli Inferi.

– Abbraccio random in modalità “strattoni forzati” con un signore di mezza età dopo la punizione vincente di Insigne contro il Borussia Dortmund. Due particolari: entrambi in piedi sull’ultimo bordo della Curva B, entrambi di fatto in pericolo di caduta stile palla da bowling che avrebbe messo ko mezzo settore.

– Tifoso della Pistoiese che si vede la partita nei distinti in mezzo alla mia famiglia.

– Un signore entra nella latrina mentre sto pisciando. Mi guarda, lo guardo. Questo per almeno 5 interminabili secondi. Poi mi fa “ok” col pollice e va via.

– Rissa sfiorata con un vecchio in tribuna per via di un biglietto numerato male. Per inciso, il vecchio aveva pure ragione. Mea culpa, nonnino.

– In un settore inferiore, caduta tragicomica di un padre di famiglia che, nel tentativo di prendere un pallone arrivato lì per miracolo, ruzzola malamente dalle scale rimanendo fortunatamente e inspiegabilmente illeso.

– La mia preferita, e chiudo: un signore che in piena partita accede nei distinti, BESTEMMIA TUTTI I SANTI ESISTENTI e va via con nonchalance.

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