Top&Flop 5 Champions League, terzo turno: Allegri e Mourinho incazzosi

Top&Flop 5 Champions League, terzo turno: Allegri e Mourinho incazzosi

Anche questa settimana abbiamo seguito con piacere la Champions League, che tra ignoranza diffusa ed esclusive poco esclusive, ha fatto parlare di sé anche stavolta. Noi, come promesso, ci concentriamo unicamente sui verdetti del campo, proponendovi i cinque top più scintillanti e i cinque flop più agghiaggiandi del turno conclusosi mercoledì.

 

TOP 5

GLI ATTACCHI DI BAYER LEVERKUSEN-ROMA – Uno spot per il calcio offensivo: ipoteca tedesca, pari inattesa, vantaggio italiano clamoroso, pari sconvolgente quasi allo scadere. E anche due difese da schiaffi in faccia, ma di quello parleremo dopo.

RAKITIC e NEYMAR – Due gol per il primo, due assist per il secondo. Decisivi e belli in campo (ma poco fuori), due giocatori agli antipodi che raggiungono comunque lo stesso risultato. Le acconciature dei due risultano inoltre illegali in almeno 28 paesi del mondo.

ZENIT – Unica squadra della Champions League attualmente a punteggio pieno: uno scempio, se si pensa ai team attualmente in gioco nella competizione. Ma i russi sono sinonimo di concretezza e solidità, con un Avenger davanti pronto a dirimere ogni questione con aggressiva potenza. Villas Boas ha i brividi, e non per l’inverno.

DOUMBIA – Zitto zitto continua a segnare, battezzando anche vittime illustri come il Manchester United. A Roma non lo ammetteranno mai, ma lo stanno rimpiangendo come lo spogliarello di Sabrina Ferilli in occasione dello Scudetto giallorosso. E sfidiamo chiunque a dire che avrebbe fatto male come vice-Dzeko.

BARZAGLI – Nota lietissima della serata poco felice della Juventus: anticipi impeccabili, strapotere fisico, impostazione senza problemi. Quando è in forma risulta essere ancora uno dei migliori difensori d’Europa. You still got it, Andrea!

 

Mourinho

FLOP 5

LE DIFESE DI BAYER LEVERKUSEN-ROMA – Va bene il calcio offensivo, va bene i gol e le giocate, ma porca miseria servirebbe anche un po’ di attenzione lì dietro. In effetti è vero che per vincere serve soprattutto una grande retroguardia, cosa che purtroppo le due squadre sembrano non possedere affatto. Emblematica la situazione della Roma, che in Champions League ha subito 8 reti in tre partite, gli stessi del Maccabi Tel Aviv, per intenderci, e che ormai prenderebbe gol anche da Stevie Wonder in rovesciata. Urge maggiore protezione poiché, in caso contrario, addio sogni europei.

CHELSEA – Il pari a Kiev contro la Dinamo non fa altro che confermare il periodo di crisi nera per i Blues, ormai ombra della squadra che l’anno scorso dominava la Premier League. Mourinho ormai nervosissimo: si lamenta degli arbitri, maltratta di continuo Wenger e spintona bambini. Manca solo l’omicidio e poi ci siamo.

MACCABI TEL AVIV – Fa una certa tenerezza metterli in flop ma dopo 0 punti e 0 gol fatti in tre partite onestamente pare difficile non inserirli, anche perché fa parte pure del gruppone delle peggior difese insieme ad Astana, Shakhtar, Roma e Bate Borisov.

SHAKHTAR DONETSK – Irriconoscibile. Va bene, è capitato in un girone terrificante, ma almeno con il Malmoe i punti doveva farli. E invece ha il peggior attacco e la peggior difesa. Lucescu ha festeggiato le 100 panchine in Champions League in maniera non molto positiva. Chissà che non abbia ricordato i tempi dell’Inter…

ALLEGRI – Lo strappo stagionale non arriva mai per i Campioni d’Italia in carica, che in casa non riescono a vincere la resistenza dell’ultima del girone. Allegri si arrabbia ma anche lui ha le sue responsabilità: far entrare Dybala a 10′ dalla fine e sperare che cambi la partita è un po’ come chiedere a Costantino Vitagliano la tabellina del 9 senza usare la calcolatrice.

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