Zamparini? Un Novellino: povero Palermo

Zamparini? Un Novellino: povero Palermo

Come al solito, Maurizio Zamparini sta facendo di tutto per rovinare il Palermo. E stavolta rischia di riuscirci sul serio.

Più passano i giorni, e più la situazione del Palermo sembra peggiorare: vi avevamo già parlato, ironicamente, della situazione rosanero in occasione del primo mancato ritorno di Iachini sulla panchina della squadra siciliana. Oggi, il contesto è ancora mutato: Iachini ha mollato baracca e burattini dopo l’ennesimo sfogo di Zamparini, che addirittura è andato a ripescare Walter Novellino dalla lotteria dei tecnici fermi da anni. A lui l’ingrato compito di cercare di portare la squadra verso l’obiettivo minimo della salvezza. Un risultato che, teoricamente, non sarebbe mai dovuto essere in discussione.

Zamparini

Invece, dopo così tante giornate, ci ritroviamo un Palermo appena sopra la quota retrocessione e con uno sbandamento interno che neanche lo stomaco di un bambino dopo le montagne russe. Allenatori che si danno il cambio ciclicamente, giocatori che sbroccano in diretta tv, un presidente ormai sempre più ostaggio di sé stesso e del suo personaggio. Perché, si, il male vero del Palermo è Maurizio Zamparini: un uomo ormai solo, che fa più tristezza di Ronaldo in panchina il 5 maggio 2002. Un giocattolo molto bello, quello del Palermo, che però rischia di rompersi per via dei tritacarne che Zamparini possiede al possiede al posto delle mani. Una stagione tristissima soprattutto per i tifosi e per la città intera, ormai presa in giro da un patron che, se potesse, farebbe scoppiare da solo la Terza Guerra Mondiale.

Le scommesse su quanto durerà Novellino in panchina sono già partite. Il tecnico detiene un particolare record che potrebbe giocare un ruolo fondamentale: per ora, infatti, è l’unico allenatore a non essere mai stato esonerato da Zamparini, che lo scelse anche per il suo Venezia. Ma, si sa, i record sono fatti per essere battuti. Novellino avvisato, mezzo salvato. Intanto, il presidente più vulcanico d’Italia continua a ridere dei suoi disastri, mancando pure di delicatezza: “Ci salveremo perché il Frosinone è più scarso e ha giocatori di Serie B”. Magari sarà vero, presidente. Però la classe non è come gli allenatori: non si trova sul mercato e, soprattutto, non si può cambiare.

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