I precursori del bomberismo (nel tennis): Adriano Panatta

I precursori del bomberismo (nel tennis): Adriano Panatta

A Roma lo conoscevano tutti, alto e con i capelli “da Beatles” andava in giro a fare conquiste mentre giocava a tennis ed iniziava a vincere i primi tornei…

Chiuso il week end chiusa anche l’avventura dell’Italia in Coppa Davis. La roboante avventura aggiungeremmo noi. Eh già, siamo incredibilmente usciti contro il Kazakhstan che credo sia una Nazione tra Europa ed Asia, tipo tra tra la Russia e l’Italia…

Sapete chi se ne intendeva di Coppa Davis invece? L’Adrianone nazionale (ma non Pappalardo) … Adriano Panatta. E possiamo anche considerarlo un bomber trasversale, d’altri tempi.

A Roma lo conoscevano tutti, alto e con i capelli “da Beatles” andava in giro a fare conquiste mentre giocava a tennis ed iniziava a vincere i primi tornei (come i Campionati italiani assoluti di tennis nel 1970). Grande talento e gioco d’attacco, ma un fisico che non lo ha mai supportato completamente. Ha battuto Bjorn Borg al Roland Garros nel 1976 vincendo poi il torneo ed, a fine anno, è stato punta di diamante ed artefice della conquista della Coppa Davis, l’unica italiana, in Cile (assieme a Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli con capitan Pietrangeli).
Panatta tifa Roma, ma non tifa contro la Lazio (parole sue eh). Durante una sua partita al Foro Italico vicino all’Olimpico, dove stava giocando la Roma, sente un boato “ahò, chi ha segnato?” verso i tifosi.

Al Roland Garros si portò dietro la sua fiamma di allora: Loredana Bertè. Si portava sempre le sue donne in giro per il mondo e gli altri da Bertolucci a Barazzutti non erano tanto d’accordo: “E perché quello se deve portà la donna e a noi niente?”.

“Amore, do dù pallate a ‘sto svedese (Borg) e poi andiamo a cena”.  I due erano anche buoni amici e la leggenda narra che Panatta disse al suo amico-rivale qualche tempo dopo “Ahò, Borghe, c’ho ‘na bomberina che te devo presentà, che fai ‘a prendi o no?” a proposito di Loredana che i seguito sposò proprio Borg. Da vero bomber, accerchiato da pretendenti, Panatta non era geloso, condivideva con gli amici. O meglio, se ne fregava proprio. Tra i suoi scalpi più famosi Serena Grandi e Clarissa Burt, sempre donne d’altri tempi.
Oggi è sposato con figli, ma l’anno scorso c’è chi l’ha pizzicato con un’avvocatessa principessa del foro come lui fu principe del Foro Italico.

Ma una delle battaglie più belle fu quella con la FIT. Adriano era proprio un birichino: fu direttore degli Internazionali d’Italia e si dice incassò circa 20 milioni di lire da “qualcuno” per “promuovere” il torneo. Con quei soldi ci avrebbe pagato i suoi amici per fare pubblicità, soltanto che la FIT non ci stette e fece causa a Panatta. Neanche un po’ di riconoscenza! Comunque la FIT in seguito vinse la causa, ma pare che Adriano risultò nullatenente… bomber! (pare abbia dato i soldi a sua moglie perché pagasse, doppiamente bomber).

Ha lasciato il tennis nel 1983, a 33 anni, chiedendo di giocare il suo ultimo match ufficiale in Davis, contro l’Argentina. Perse il singolare e poi il doppio. Uscendo dal Foro con il borsone da tennis incrociò un ragazzo che lo supplicò “Adrià me ne regali una? Una sola, dai…” “Senti, te le regalo tutte, te le regalo, tanto non mi servono più, io ho finito”.

E così fu. Adriano Panatta: precursore del bomberismo nel tennis. 

 

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