“Siamo una squadra fortissimi”

“Siamo una squadra fortissimi”

Chi siamo noi?Siamo cinque stronzi che nel calcio o nel calcetto non hanno mai sfondato, per via di infortuni, treni che passano, ma soprattutto per le poche e …

Siete bravi a sfottere gli altri…ma voi come ve la cavate a calcio?
Chi siamo noi?Siamo cinque stronzi che nel calcio o nel calcetto non hanno mai sfondato, per via di infortuni, treni che passano, ma soprattutto per le poche e discutibilissime qualità tecniche. In cinque, proprio come una squadra di calcetto. Un portiere (neanche a farlo apposta), due “difensori” (collezionisti di tibie) e due giocatori d’attacco (con la consegna tattica di stare davanti e non tornare). Indiscutibilmente bomber senza alcun merito sportivo. 

Gimmo: è un predestinato dato che nasce nel 1988 lo stesso giorno di Georgios Seitaridis (4 giugno). Si appassiona inizialmente alla pallacanestro tanto da costringere suo padre ad abbonarsi a Telepiù pur di vedere i famosi tori di Chicago. Evento straordinario all’epoca: abbonarsi a Telepiù per un motivo diverso dai porno. Scopre la sua vera passione e comincia a bazzicare le porte dei campi da calcio della provincia di Pavia, ma, all’ennesima accusa di essere più un portiere d’albergo che un portiere di calcio, si dedica completamente al calcio a 5.
Inizia con i tornei della zona e si toglie qualche minima soddisfazione a livello amatoriale ma il suo punto debole principale non gli permetterà mai di sfondare. Lui infatti soffre terribilmente i tiri in porta. Non male per un estremo difensore. Milita tutt’ora in una squadra di calcio a 5 in serie D dove, quando le trasferte più lunghe non si trasformano in birra con conseguente multa alla società, gli capita anche di giocare.

Phil: arcigno difensore. Una bandiera nel calcio moderno, vanta una carriera nella stessa squadra di paese, dai pulcini alla terza categoria. Romantico, fedele alla maglia, giocatore generoso e bastardo allo stesso tempo. Inizia in difesa da piccolino perchè pesava esattamente come da adulto ma alto la metà: 60 kg per 1 metro. Con il tempo prende confidenza con il ruolo e comincia a cibarsi delle tibie degli avversari. Non a caso è uno di quelli: “O la palla o la gamba, non entrambe”. Un ottimo calciatore fino a quando non utilizza i piedi. Dotato di due ferri da stiro, spesso calcia senza alcuna cognizione alle stelle. Sembra voglia sfondare il telone ma senza successo. Non ha mai imparato la differenza di misura tra un campo a 11 e uno a 5, dettaglio non da poco dato che uno dei suoi pregi è lo “spazzare” nel momento del pericolo. Out da anni per un Tendine d’Achille sfilacciato. I suoi idoli e modelli sono: Fabio Cannavaro ed Emanuele Giaccherini.

Ale: ha solo il piede sinistro. Ha utilizzato meno volte il destro di quanto lo abbia mai fatto in carriera Recoba. Con Messi, oltre all’utilizzo del piede preferito, condivide solo l’anno di nascita. Carattere tendente al rissoso, cintura nera di polemiche e discussioni altamente evitabili durante le partite. Resistenza fisica ottima. Una volta. Ai tempi d’oro le partite a settimana erano anche 3/4 comprese quelle dopo i venerdì sera alcolici dove si presentava verde in viso al campo. Ora, l’unica resistenza che ha, è quella che gli permette di affrontare tutte le sagre paesane con grigliate e contro grigliate annesse.

Rouge: dopo aver provato con il basket, il tennis e il nuoto, ha deciso di fare danni pure nel calcetto. Anche lui come Ale possiede una spiccata abilità offensiva (ci riferiamo solo a quella a parole), gioca una vita col suo numero preferito: il 7. Quello di Best (con il quale condivideva alcuni eccessi nella vita) e quello del suo voto in condotta a fine liceo. Cinque anni e dieci chili fa, veniva soprannominato “il furetto” perché, a testa bassa, cincischiava col pallone tra i piedi e in un modo o nell’altro riusciva spesso a spuntarla. Un metro e 70 scarso, quando andava in rete festeggiava con la spanna in testa, stile Giovinco. Si infortuna gravemente al crociato nel 2009 quando non tira indietro la gamba su un’uscita a valanga di un suino di 100 chili (il carissimo Pigio). Ogni tanto torna a giocare nel ruolo di portiere: zero stile, solo parecchia ignoranza e l’istinto di un pachiderma in letargo.

Alby: è il vero malato del gruppo per il pallone. Anni di psicanalisi per uscire da questa dipendenza e la vicinanza di una morosa fedele non gli hanno mai fatto perdere la voglia di una “partita marcia” del lunedì sera alle 22. E’ quello che ti chiama non appena si mette a piovere per fare due tiri al campo dove l’unica volta che si è vista dell’erba è perché venne fumata da qualche ragazzo della zona. La sua passione lo porta a dimenticarsi degli infortuni dei suoi amici, che puntualmente chiama per venire a giocare, pure se non hanno un crociato, un Tendine d’Achille, sono sbronzi…Organizzatore di partite di calcetto incallito, dopo un passato glorioso nel Vitali Team, oggi gioca la Schiappons League con la gloriosa camiseta del Mignottingham Forest. Il gioco da fermo è il suo punto forte. E non intendiamo i calci piazzati.
 
 

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