Auguri Bomber Ricca

Auguri Bomber Ricca

…il suo carisma, la sua anarchia tattica, il suo passo pesante nella tre quarti avversaria, i suoi finti scatti e la assoluta allergia al ripiegamento difensi…

Settimana scorsa era il compleanno del bomber più famoso tra i non famosi d’Italia. Il bomberone per eccellenza, colui che ha ispirato la nascita della nostra pagina arricchita poi dalla nostra ignoranza e dalla cronica mancanza di voglia di studiare e quindi di bigiare l’università. Parliamo del vero bomber senza apparenti meriti sportivi: bomber Ricca.

Ricordo ancora una delle primissime volte che lo vidi all’opera dal vivo. Era un indimenticabile San Genesio – Apos Stradella, terza categoria juniores. Lui, il bomber Ricca, non giocava. Scaldava la panchina da dove si alzò soltanto una volta nei primi 45 minuti: quando sentì il bisogno fisiologico di pisciare sulla ramina degli ospiti.  

Ma verso la fine del primo tempo successe quello che non ti aspetti: il laterale destro dell’Apos si infortunò e dovette lasciare il campo. La scelta dell’allora tecnico della squadra di Stradella fu tanto sorprendente quanto rischiosa: dentro il bomber Ricca e tridente pesante (in tutti i sensi) per attaccare la squadra che fino all’ultimo si giocò il campionato con l’Apos. Notare che questa era soltanto la prima partita di campionato, giocata a metà settembre…il sole già non si scorgeva più e una nebbiolina fastidiosa cominciava a disturbare la visibilità.

Il bomber Ricca entrò subito in partita con una rabbia che non lo ha quasi mai contraddistinto in tanti anni di carriera. Completamente a suo agio come punta di riferimento tra suo cugino più grande e il numero 10 della squadra, sfoderò una prestazione da tramandare ai posteri. Uno, due e tre gol. Il terzo addirittura con un pallonetto da fuori area. Il bomber Ricca, celebre per le sue esultanze misurate, passò davanti alla sua panchina e si girò di spalle verso il suo tecnico mostrando il suo numero (il 18)…peccato che dietro non c’era nessun nome, come ovviamente è previsto dalle 15-18 maglie contate di una terza categoria juniores.

Poco importa. Il bomber aveva lanciato il suo messaggio. Vittoria 5-2 fuori casa contro una delle favorite del torneo. Quella che poi lo vincerà…
Un caso i tre gol del bomber Ricca?Non proprio. La partita dopo, manco fosse Messi, arrotondò il bottino con altri 2 gol e nella terza timbrò il cartellino ancora una volta. Dopo 3 partite era saldamente in testa alla classifica marcatori.

Peccato che una squalifica ad inizio gennaio (non segnò molto dopo le prime tre gare…) lo mise fuori di scena per più di un mese. Motivo?L’arbitro scrisse nel referto che il bomber gli pestò un piede…Dopodichè uscendo proferì bestemmie e insulti in albanese (notare come il suddetto bomber non abbia minimamente origini albanesi). Un altro mezzo infortunio e le solite discussioni con il resto del gruppo ed in particolare col tecnico “Io sono il bomber, devo giocare” non lo hanno aiutato a migliorare di molto il suo score. La sua annata partì forte come quella di Batistuta nella Fiorentina di Trapattoni. Terminò come una qualsiasi stagione anonima.

Ma noi quel bomber ce lo abbiamo ancora negli occhi: il suo carisma, la sua anarchia tattica, il suo passo pesante nella tre-quarti avversaria, i suoi finti scatti e la assoluta allergia al ripiegamento difensivo…e pure le sue prime tre settimane di campionato letteralmente devastanti. Noi abbiamo ancora negli occhi quel bomber.

Ancora auguri bomber Ricca.
 

Admin Riccardo
Rouge86Rouge
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