Il Capodanno dei Bomber (senza apparenti meriti sportivi)

Il Capodanno dei Bomber (senza apparenti meriti sportivi)

Siete tra quelli che non hanno ancora deciso come passare il Capodanno?Tra quelli che lo considerano una serata come le altre?Tra quelli che amano l’avventura a…

Siete tra quelli che non hanno ancora deciso come passare il Capodanno?Tra quelli che lo considerano una serata come le altre?Tra quelli che amano l’avventura all’estero?O siete tra coloro che hanno programmato la serata del 31 dicembre da circa trecentosessantaquattrogiorni?

Il Preciso/Abitudinario: è quello che ha prenotato il Capodanno all’alba del 1° gennaio 2014. Cenone nel locale di fiducia del quale i proprietari sono lontanamente parenti; locale che solitamente non dista mai a più di 20 km da casa, con gli stessi amici di una vita, lo stesso menù da 8 anni (antipasti misti, tris di primi di pesce e bis di secondi a scelta con una varietà di dolciumi già prestabilita: immancabili tiramisù e profiterol) stessa musica di accompagnamento (lenti da lounge bar durante gli aperitivi, musiche natalizie una volta seduti a tavola, ritmo samba a mezzanotte con spumante in mano durante l’immancabile “trenino”, a seguire classiconi italiani, in barba alle tendenze del momento, con karaoke: gettonatissimo Max Pezzali). Il brindisi ovviamente si fa con la televisione del ristorante puntata su Rai 1 e il count down scandito ad alta voce con gli orologi sintonizzati. L’immagine di Gigi d’Alessio al pianoforte ti fa già maledire il nuovo anno. Noiosi come un Chievo-Cagliari di fine stagione, sono propensi a cambiare il proprio programma come lo è Zeman quando deve cambiare il suo modulo di gioco.  

Il Bomber “rustico”: cenone di capodanno tra gli amici di una vita nella bettola che nella zona costa meno: prenotati 50 posti, unici ospiti della serata. Guidano gli sfigati perché i bomber DEVONO bere e cacciare le prede non impegnate. Il menù non è manco contemplato, basta che ci sia del vino rosso a tavola. Parecchio vino rosso. Alla mezzanotte partono palpate verso le poche temerarie donzelle single che partecipano all’evento. Solitamente si crea una selva di maschioni pezzati con camicie rigorosamente aperte fino all’ombelico che accerchiano la preda nella speranza di ricevere un limone di “buon anno”. I più sbronzi, quelli che non hanno la forza di alzarsi dalla sedia, partono a cantare una serie di cori da stadio e, con il proporzionale innalzamento del tasso alcolico, alcuni cori beceri. Il proprietario del locale spera che non gli animali non gli distruggano nulla. Il cameriere, sull’orlo delle lacrime e della crisi isterica tipo Sandra Milo quando urlava il nome del suo Ciro, ha sentito nominare più volte sua madre che il suo nome. A fine cena, a parte un paio di cadaveri che sboccano l’anima a 5 gradi sotto zero fuori nel parcheggio, i bomber rustici provano a convincere le ragazze in preda all’alcool a seguirli nel locale di bimbominkia della zona. I due di picche volano più o meno quanto Krasic in un’area di rigore.

II Bomber della “festa in casa”: succede sempre così, in ogni compagnia. C’è l’amico più ricco che ha la tavernetta o un ampio giardino (possibilmente con piscina) che viene praticamente costretto a organizzare un cenone/festa in casa. Il proprietario di casa dopo aver proposto inutilmente altre mille opzioni, tutte bocciate o nemmeno prese in considerazione, è costretto ai preparativi e ad anticipare la spesa per cibo e alcool. Inutile specificare che la probabilità di ricevere i soldi da tutti i partecipanti sarà pari a quello di vedere Bobo Vieri partecipare ad un Gay Pride. L’uomo di casa inoltre non ha voce in capitolo sulla musica scelta per la serata. Dovrà anzi provare a mediare tra coloro che vogliono una “selecta” rap e reggae e coloro che vogliono le hit del momento, tra coloro che propongono un rock commerciale e coloro che preferirebbero le tamarrate o le musiche da disco attuali. Si stila una sorta di scaletta che dovrebbe più o meno far felici e contenti tutti…La cena è l’anticamera dei disastri. Partono brindisi a caso, per qualsiasi cosa…sfottò tra amici che cercano di contendersi l’unica tipa single al tavolo (ci risiamo…). C’è anche il burlone che si è portato da casa un pacco di esplosivi, tra cui la “Bomba Maradona”, che verrà esplosa a mezzanotte, nonostante gli inutili pianti isterici di colui che ha messo a disposizione la casa e che la mattina dopo si ritroverà il culo a tarallo per gentile iniziativa del padre. Meglio non chiedergli come abbia fatto ad avere certi petardi, la cosa migliore è non fare domande. Partono i giochi da tavolo (con cicchetti da bere) e persino il beer pong. Attesa quasi sempre la visita delle forze dell’ordine ad una certa ora, con i “fumatori” e gli scippatori abitudinari che perdono 5 anni di vita e diventano più pallidi di Iniesta. A fine serata l’unica tipa single si è limonata almeno l’80% della compagnia, tranne colui che è costretto a cambiare i dischi e ovviamente il proprietario di casa intento a evitare danni tangibili all’intonaco. Ah ovviamente qualcuno in piscina ci finisce, con conseguente vomito per congestione dato a 1.01.   

Il Bomber all’estero/il bomber solitario: c’è un tipo di bomber che ama esportare la sua personalità, il suo carisma al di fuori della propria patria dove si sente un incompreso. Sono quelli che hanno l’adrenalina a mille addosso, più fastidiosi di un’entrata di Montero sul malleolo, sempre alla ricerca di nuove avventure. Zingari del mondo come Ibra, prenotano ogni anno una meta diversa. Consultano l’autorevole opinione di gnoccatravels su internet, installano Tinder che useranno ancora prima di prendere i bagagli, una volta atterrati nel nuovo paese e scelgono i posti migliori dove andare a mangiare ma anche in cerca di puledre grazie a Foursquare. Non lasciano nulla al caso, nulla di intentato. La sera in discoteca li trovi vicino al bancone che sorseggiano il loro Long Island con la stessa classe di Bendtner davanti ad una bionda e scrutano il da farsi con lo stesso sguardo che possiede Cantona nella famosissima pubblicità della Nike in cui poi proferiva il profetico “Au revoir”.  Molti di loro finiscono la serata tra le lenzuola del proprio appartamento di AirBnB con una moldava 49enne, che senza trucco ricorda vagamente Amanda Lear, e che i bomber, con la stessa grazia di Fantozzi con la mamma del Direttore Conte Catellani (la VECCHIA), riescono a rispedire a casa con forza negandole il bacino di “buon anno”. 

Ogni capodanno un bomber si organizza e sa che dovrà dare il massimo. Non importa cosa farete e dove festeggerete. L’importante è “bomberare”. 

Admin Riccardo
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