I cinque modi per riconoscere un bomber senza apparenti meriti sportivi

I cinque modi per riconoscere un bomber senza apparenti meriti sportivi

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Per il Professore Franco Scoglio esistevano 21 modi diversi per battere un calcio d’angolo e 12 per battere una punizione. “El Loco” Marcelo Bielsa ha invece contato 28 modi differenti di schierare una squadra in campo.
Per noi invece esistono 5 modi certi per riconoscere un bomber senza apparenti meriti sportivi.

Un bomber senza apparenti meriti sportivi lo riconosci innanzitutto per la sua ignoranza di base: molto alta come la media di birre medie bevute a settimana nella sua lunga carriera. Il bomber senza apparenti meriti sportivi ha superato al quarto tentativo la terza media (stavolta ci riferiamo al suo palmares scolastico), ancora oggi crede che il congiuntivo sia una malattia degli occhi, non ha mai letto un libro in vita sua (no aspetta, le barzellette di Totti valgono giusto?) e vive giornate particolarmente frenetiche: passa dal letto al divano con la stessa frequenza con cui Adriano passa da un night all’altro. Potete togliergli tutto ma: le maratone in compagnia a Fifa o Pes, Studio Aperto e le partite di Champions League non si toccano. Il bomber senza apparenti meriti sportivi è inoltre in assoluto il vostro amico più esperto sulla storia dei Reality dal 2000 ad oggi: conosce anche quello che è stato buttato fuori dalla casa del Grande Fratello il primo giorno della quinta edizione. Se poi gli chiedi chi era Leonardo, il primo che gli viene in mente è il brasiliano ex Milan, Inter e PSG. “Era, perché oggi non allena più”. Il dubbio che si parlava di Leonardo da Vinci proprio non gli viene. Così non si ricorda l’anno della scoperta dell’America o della Rivoluzione Francese, ma ricorda perfettamente la data di nascita del “Toro di Sora” Pasquale Luiso (30 ottobre 1969). Il bomber senza apparenti meriti sportivi è notevolmente informato anche riguardo al gossip: può essere che conosca il nome di veline, letterine, olgettine, bomberine e ovviamente pornostar di ogni tipo. Lui non ammetterà mai di guardare (ribadiamo guardare, non leggere) giornali gossippari, noi faremo sempre finta di credergli. Se poi è vero vuol dire che naviga spesso su internet, su siti di un certo tipo…birichino.

Un bomber senza apparenti meriti sportivi puoi riconoscerlo anche per la sua capacità di associare le date e gli anni a qualche evento che lo ha colpito in ambito calcistico. Così il 2001 non se lo ricorda tanto per le Torri Gemelle quanto per la partita perfetta di Hidetoshi Nakata a Torino che consegnò lo scudetto alla Roma di Totti e Capello. Oppure per il gol di Roberto Baggio su assist di Pirlo sempre contro la Juve del “perdente” Ancelotti. Ma questi sono casi diremmo quasi normali. C’è chi si ricorda un gol di Hubner, un tiro di Vieri, un assist di Zidane, una galoppata di Gresko (nell’ultimo caso consigliamo seriamente un bravo psichiatra).

Il bomber senza apparenti meriti sportivi poi lo riconosci per la sua vera passione: fare serata. Lo prende come un lavoro, un impegno irrimandabile. Non è più “hobby” o “sport”, è un dovere. Non si sente in pace con sé stesso se non esce tutte le sere e non torna all’alba tutti i weekend. Ha un fisico che ricorda vagamente quello di Galeazzi, quando sale due scalini gli viene l’affanno, durante una partitella con gli amici non sposta il suo immenso culo oltre i 4 metri quadrati eppure quando c’è da fare serata lo trovi in prima linea, “carico a pallettoni”. La discoteca è il suo nirvana. Il bomber resta appollaiato sul bancone del bar, non perde posizione e come il miglior rugbista non è disposto a farsi spazzar via dalla mischia. Diventa il miglior amico (o il peggior incubo) della barista. Inizia sorridendole, al secondo giro chiede il nome e si stupisce per quanto sia bello, al terzo si spinge a chiederle come mai ha scelto di fare la barista e le assicura che potrebbe fare tv, al quarto comincia a parlare della sua vita, al quinto finisce per piangere dei suoi fallimenti e così via…Nella serata il bomber comprende anche la cena: non è tanto di bocca buona, è più che altro sempre molto affamato. Sushi, kebab, pizza, trattoria non gli cambia molto. Portatelo a mangiare e vi svuoterà il locale/ristorante.

Il bomber senza apparenti meriti sportivi lo riconosci proprio per la sua voglia di figa. Non giriamoci intorno, quella è la sua vera ragione di vita. Sì il calcio è la cosa che lo rende felice, gli fa vivere le più diverse emozioni, lo appassiona, lo fa incazzare e nello stesso tempo lo rilassa. Ma la ricerca della donna per lui è una sfida. Il “figa time” (non quello pubblicato da noi, quello reale) è il momento in cui il bomber taglia i ponti col resto del mondo e non c’è più per nessuno. E’ l’obiettivo che lo spinge ad alzarsi la mattina, come la gazzella e il leone. E’ un diritto e dovere nello stesso tempo. Il bomber senza apparenti meriti sportivi, se trova un amico che in serata si sta rilassando col suo cocktail in mano e parla del più e del meno con qualche altro uomo (ex compagno di classe o collega o amico del calcetto), si incazza: “stai perdendo tempo”, “non stiamo trovando nuove tipe”. Questa sfida con sé stesso alla lunga può portare al logoramento, ma il bomber ha le spalle larghe e un’esperienza che solo Maldini in ambito calcistico può pareggiare. Le sue serate sono studiate nei minimi dettagli: bar dell’aperitivo, cena, dopo serata. E’ informato sugli spostamenti delle compagnie di ragazze, si aiuta informaticamente (occhio non parliamo di stalker, è solo bravo ad intuire in quale locale andranno molte ragazze). Un professionista del rimorchio insomma, se fosse il suo lavoro sarebbe miliardario.

Infine il bomber senza apparenti meriti sportivi lo riconosci soprattutto in campo. “Il numero 9 che gioca in una squadra di amatori o massimo in terza categoria, fascetta per tenere la lunga chioma alla Batistuta, pancia alcolica che lo trasforma in un improbabile centravanti di sfondamento. Quell’attaccante da 3 gol a campionato, ma che si sente un leader alla Ibrahimovic. Lui che vive in un paesino di massimo diecimila abitanti e che la domenica dopo la partita va a fare l’aperitivo nel bar più importante della zona con la tenuta sportiva e il borsone e agli amici che lo sfottono per aver fatto cagare, risponde stizzoso: <<Non mi passano la palla come si deve, per forza…>>”. Questa definizione ormai è storia. Tutto il resto è noia. Anzi: non è bomber senza apparenti meriti sportivi.
 

Admin Riccardo
Rouge86Rouge
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