JUVE FLOP 11

JUVE FLOP 11

Nonostante stia dominando da alcuni anni una Serie A nella quale uno che di nome fa Giannelli si rifiuta di giocare, la Juventus non troppi anni fa si è resa pr…

Nonostante stia dominando da alcuni anni una Serie A nella quale uno che di nome fa Giannelli si rifiuta di giocare, la Juventus non troppi anni fa si è resa protagonista di una serie indimenticabile di flop sul mercato. Anche nel periodo florido di Moggi, a detta di molti uno dei maggiori esperti a livello di mercato, le ciofeche che hanno indossato la maglia a strisce bianconere sono parecchie. 
Abbiamo scelto di comporre una difficile flop 11 (dopo quelle su Inter e Milan), lasciando purtroppo fuori potenziali fuoriclasse tra i bidoni storici (tra tutti l’irreprensibile francesino Blanchard, Tiago la “lavatrice” costosa ma rotta, Felipe il pitbull dal rosso facile Melo, l’artista Anelka…)
Buona lettura da spiaggia. 

VAN DER SAR: questo gandulone (traduzione pavese di alto e slanciato) arriva sotto la Mole con il pesante compito di non far rimpiangere Angelone Peruzzi, più basso di lui di 20 centimetri ma più pesante di 10. La Juve vede in lui il migliore sulla piazza. E’ un abbaglio. Come quelli clamorosi che il taciturno Edwin si prende spesso durante le due brevi ma intense stagioni bianconere.  Una prestazione in grado di liberare parecchi stitici contro il Panathinaikos in Champions, una mozzarella scaduta di Salas che non riesce nemmeno ad intuire nella partita contro la Lazio e le conseguenti accuse di miopia smentite dal diretto interessato. Sembra riprendersi ma nella partita scudetto contro la Roma consegna sui piedi a Montella un pallone scagliato dalla distanza da Nakata. E a Torino Edwin non si vedrà più. OLANDESE NON VOLANTE

MOTTA: arriva nel 2010 ed è da subito una pedina cardine della favolosa Juventus di Delneri. In quella stagione Marotta, che era in vena di fare beneficienza, ne acquisisce le prestazioni per 5 milioni in totale (tra prestito e diritto di riscatto). Non si vedono le sgroppate ammirate ad Udine, ma una fissa presenza negli ambulatori torinesi e la fissa assenza durante la fase e le diagonali difensive. In prestito in giro per l’Italia, nel febbraio 2015 Marco rescinde il contratto con la Juve accasandosi al Watford. INCOMPRESO

BOUMSONG: eroe della Juve del post-Calciopoli in Serie B. Quando i tifosi bianconeri rattristati vedono andare via Thuram, ad un certo punto si sentono consolare con un: “calma arriva Jean Alain, il suo erede”. Di Thuram ha solo la nazionalità. In arrivo dalla Premier League, nel campionato cadetto mostra limiti imbarazzanti: Ricchiuti all’esordio contro di lui sembra Maradona e non sarà l’unico a ridicolizzarlo. Dura due stagioni. S’inventano Chiellini centrale e ripescano Legrottaglie dal sarcofago per non rivederlo più. PARAGONE AZZARDATO

ANDRADE:  il buon vecchio Jorge è uno di quei casi particolari: prima di comprarlo sai già di aver fatto una cazzata. Il Depor vuol rescindere il contratto con lui perché fisicamente inguaiato. La Juve gli dà una chance ed investe 10 milioni perché serve uno esperto lì dietro. Gioca quattro partite, anzi 3 e pochi minuti. Lo sfortunato portoghese contro la Roma si rompe per la 12ma volta il crociato e dà l’addio al calcio giocato. GINOCCHIA DI CRISTALLO

ATHIRSON: arriva a Torino nella stagione 2001-2002 con la nomea di “nuovo Roberto Carlos”. Lo dipingono come un mancino potente ed elegante. Il Flamengo fa di tutto per non cederlo. Ma Athirson a febbraio raggiunge Torino. Il paragone con Carlos regge come quello tra Irina Shayk e Rosy Bindi. Debutta nella partita tra Juve e Brescia (quella del pareggio di Roberto Baggio) e i bianconeri dicono quasi addio allo scudetto. Il brasiliano gioca 5 spezzoni totali per poi essere rispedito al mittente con tanto di bestemmie inenarrabili. ECTOPLASMA

ELIA: fiore all’occhiello della campagna acquisti di Conte I, Eljero arriva in bianconero per 9 milioni più uno di bonus. Il nuovo tecnico juventino chiede come rinforzi ali, giocatori di qualità sulle fasce per il 4-2-4. Per mesi il suo approdo sotto la Mole sembra un tormentone. Manco stessimo parlando di Pelé. Gioca 45 minuti indecenti a Catania dopo alcune partite di “studio” del nuovo modulo. I tifosi che chiedevano a gran voce il suo impiego, altrettanto a gran voce chiedono la sua partenza verso altri lidi. Miglior abbonato della nuova tribuna dello Juventus Stadium. SCALDAPOSTO

O’NEILL: giunge a Torino nella stagione 2000. I giornali danno merito a Moggi per il suo blitz (18 miliardi + Ametrano) per aver trovato il miglior sostituto possibile in caso di partenza di Zidane. Per fortuna di quella Juve, Zinedine rimane ancora una stagione (poi arriva Nedved) perché dell’uruguaiano ammirato a Cagliari si perdono le tracce. Lui in compenso perde pure la forma fisica. Rotondo come Fabrizio Bracconieri dei tempi d’oro, non fa girare il pallone ma fa girare le palle a tutti gli juventini in quelle 14 presenze in maglia bianconera. Dopo due stagioni se ne va al Perugia (in cambio di Baiocco). ROTOLANDO VERSO SUD

JORGE MARTINEZ: Il “Malaka”, che significa pazzo o genio, arriva nel giugno 2010 per una cifra intorno ai 12 milioni di euro. Altra ala di “qualità” per cui la Juve marottiana investe troppo e per ben cinque stagioni. Martinez con particolare spocchia alla presentazione annuncia: “La Juve? Zero pressioni, se sono qua perché lo merito”. Misteriosamente s’inquarta a vista d’occhio e nella prima stagione a Torino si ricordano più gianduiotti ingeriti che presenze. Ogni volta che uno juventino lo vede in campo, dal calendario sparisce un santo. Va via subito (Cesena) e poi gira un paio di continenti. Dopo 5 anni torna a segnare un gol con la Juventud (Uruguay). Per la felicità di tutti i tifosi juventini il Malaka, ex giustiziere dell’Inter di Mourinho, nel 2014 ha rinnovato il contratto coi bianconeri per altre due stagioni. Chi ha voglia potrà andare ad omaggiarlo durante il ritiro di Vinovo di quest’anno. BALLERINO

DIEGO: arriva alla Juve per circa 25 milioni di euro ed è accolto come il salvatore della patria. Con lui e i connazionali Melo e Amauri i tifosi juventini coniano lo slogan: “MELO sento: con DIEGO saranno cazzi AMAURI”. La seconda partita la show: doppietta contro la Roma e vengono scomodati paragoni azzardati con quell’altro Diego…..formidabile nel partire a testa bassa e non passarla mai, lega particolarmente in campo con Del Piero e soci d’attacco. Dopo la bellezza di 5 reti in 33 partite saluta Torino deprezzato di circa 10 milioni di euro. E dire che Snejider quella stagione costò all’Inter 10 milioni…..SOPRAVVALUTATO

ESNAIDER: la Juventus pensa immediatamente a lui per sostituire l’infortunato Del Piero nel gennaio 1999. L’Espanyol riceve 12 miliardi e lui 2,2 a stagione. Carattere bizzoso, oltre ad una decente media realizzativa (prima di Torino…) fa parlare di sé per le sue innumerevoli espulsioni e giornate di squalifica. Di Del Piero ha solo la lunghezza dei capelli. Segna la bellezza di zero reti in campionato in 16 presenze. Un paio di gol li distribuisce invece in Coppa Italia e in Coppa Uefa (Omonia Nicosia). A Torino ancora oggi ricordano estasiati il bel “Juan Eduardo, cinque figli zero gol”. PROLIFICO FUORI DAL CAMPO

BENDTNER: vince al fotofinish la volata con l’amico Anelka per il ruolo di Bomber della nostra squadra di flop. La Juve prova un’intera estate a corteggiare centravanti di tutto il mondo, non ultimo mister “prova a prendermi” Berbatov. Niente, Marotta allora all’ultimo giorno di mercato regala il top player a Conte: Nicklas. Si presenta ad agosto (!) già evidentemente in sovrappeso con una giacca invernale ed un maglioncino a girocollo di lana cashmere. Dopo una dieta ferrea a base di pinte di birra esordisce il 22 settembre 2012. Contro la Samp un mese dopo cade come un salame e si rompe un polso. Operato al polso, torna contro il Cagliari in Coppa Italia ma stavolta si infortuna all’adduttore distaccandosi il tendine. Fine della carriera (giocata) alla Juve. Il meglio di sé lo dà però durante i festeggiamenti dello scudetto di cui è assoluto e meritato protagonista. E’ l’unico bomber che si ferma a provolare con le modelle durante la passerella di premiazione e per distacco vince la gara di sobrietà e di alfabeto con i rutti sul pullman scoperto. IDOLO DELLE FOLLE
 

Admin Riccardo
@Rouge86Rouge

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