Il momento più bello della settimana

Il momento più bello della settimana

<>. Dio sì, i bomber no.

<<E il settimo giorno Dio riposò>>. Dio sì, i bomber no. 
La domenica è il giorno che il bomber attende da una settimana intera. La domenica è per un bomber un mix di sensazioni: adrenalina, tensione, agonismo, gioia, malinconia. La domenica è il Giorno: quello della partita.

E’ il giorno della partita per il calciatore professionista, che ha gli occhi di migliaia o addirittura di milioni di tifosi puntati su di lui. Il calciatore che nonostante guadagni bene, sa di essere un beniamino dei suoi tifosi, sa perfettamente che c’è gente che paga per venirlo a vedere e ad incitare e per questo sa di dover dare sempre tutto per la maglia e per i suoi fans. Non vuole, anzi non deve deluderli. Perchè è il suo lavoro. Perchè è la sua vita. E quello è il momento più bello della settimana.  

E’ il giorno della partita per il calciatore non professionista: quello che si presenta al raduno un’ora prima degli altri; quello che, nonostante si sia messo a letto presto, non ha chiuso occhio l’intera notte precedente per l’agitazione; quello che si è autopompato con “Eye of the tiger” in loop nelle cuffie, dopo aver visto decine di video di Ibra (se attaccante) o di Materazzi (se difensore) per caricarsi a pallettoni. Prima di chiudere gli occhi un ultimo sguardo al Gladiatore (la scena di “mi chiamo Massimio Decimo Meridio…”) che il bomber tenta di imitare risultando però credibile come la recitazione di Alberto Tomba in “Alex l’Ariete”; Una volta entrato nel campo, esplode in una sensazione di benessere e pace interiore: quello è il posto dove ha sognato di essere la notte passata e finalmente è lì. E quello è il momento più bello della settimana.
 
Poi c’è il bomber meno emotivo, quello che si presenta al raduno la domenica mattina con gli occhi che raccontano il suo complicato sabato sera. Non apre bocca, ma il suo alito parla da sé. Il mal di testa non è tra i postumi tangibili dagli altri, ma è un trapano che procede sempre più intensamente all’interno del suo cervello. Lui si è autopompato quella notte con una serie infinita di cocktail e dando il meglio di sé con una biondina di cui manco ricorda il nome (ma era effettivamente bionda poi?). I suoi pensieri finiscono lì, quando supera la linea laterale e con gli altri si dirige verso una metà campo: quella del riscaldamento. In quel momento, non esiste altro: è il momento più bello della settimana.

E’ il giorno della partita per i tifosi da stadio. Quelli che si fanno ore di pullman o di macchina per seguire ed incitare i propri colori. Quelli che pure se si gioca a 800 km, ci sono 10 gradi sotto zero e una pioggia torrenziale, non vogliono lasciare sola la propria squadra. Quelli che non smettono mai di cantare: <<I ragazzi hanno bisogno di noi>> e sul pullman spronano a suon di bestemmie il conducente a schiacciare il pedale. Pranzo al sacco, pane e salame assolutamente obbligatorio nel menù, vino rosso di qualche sottomarca straniera e tanta, troppa euforia. Ultima scorta dal birrarolo fuori dai tornelli, una pisciata che mediamente va dai 5 ai 7 minuti e il rutto che precede l’uscita dal bagno e l’entrata dei suoi beniamini: quello è il suo urlo di battaglia. Quello è il momento più bello della settimana.

E’ il giorno della partita per i tifosi da casa. Sono quelli che non riescono per diversi motivi a seguire i propri beniamini in giro per l’Italia. Ma non sono, non si sentono assolutamente occasionali. Quelli che staccano il telefono, mettono il silenzioso al cellulare, si sincerano di aver avvisato parenti, mogli e morose che loro per un’ora e mezza (facciamo due…) non ci sono per nessuno e per nessun motivo. Possono essere disturbati solo se la casa sta andando a fuoco. Le altre commissioni, tra le quali “portare fuori il cane a fare pipì” verranno fatte immediatamente dopo il triplice fischio o al limite a fine primo tempo con la premessa di non doversi allontanare dal giardino di casa. Perchè quel momento non deve essere rovinato. Quello è il momento più bello della settimana. 

Quando finiscono le partite, la domenica sulla via di sera diventa malinconica. Si pensa già alla prossima partita. In mezzo c’è chi lavora, chi è in cerca, chi studia…Poi finalmente tornerà di nuovo domenica e il giorno della partita. IL MOMENTO PIU’ BELLO DELLA SETTIMANA 

Admin Riccardo
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