A.A.A. Bomber smarriti cercasi: Andrej Arshavin

A.A.A. Bomber smarriti cercasi: Andrej Arshavin

Ci sono Bomber che scompaiono. Fino a un momento prima la luce della ribalta li illumina a giorno, l’attimo dopo sono ospiti fissi a Telenova. Quante le storie di fenomeni tecnici e mediatici che, nello spazio di una panchina di Malesani, sono usciti dai radar del pallone internazionale, ma non dai nostri cuori. Abbiamo il dovere di ridonar loro l’attenzione e l’amore che meritano.

Il primo Bomber “smarrito” è un vero e proprio “soggetto di culto”. Parliamo della grande speranza russa Andrej Arshavin. Ci fu un tempo, non molto lontano, in cui l’ombelico del calcio era proprio la Russia.

Il primo passo fu ovviamente di Roman Abramovich, uomo di grande sobrietà e rispetto per il denaro. Se ai comuni mortali l’Internet propone fantomatici siti per l’allungamento del pene, al buon Roman ne propone per l’allungamento dello Yacht. Il problema, ancora una volta per i mortali, è che questi siti per lui funzionano.

Leggenda vuole che Abracadabra si comprò il suo Chelsea poiché estasiato dalla vista dello Stamford Bridge sorvolato con il suo elicottero. Un po’ la stessa estasi che crediamo provò Matri la prima volta che sorvolò la Nargi.

Qui cominciò tutto, con i petroldollari russi che cominciarono a piovere senza sosta sul mercato internazionale. Questa improvvisa fama del neo oligarca Blue fece tirar giù le “matrioske” agli amici della Gazprom, anch’essi leggermente sfondati di rubli.

L’idea di questo colosso energetico era però differente. Nella loro testa c’era l’intenzione di costruire un grande Club in patria, a San Pietroburgo. Anni più tardi finirono con l’ammassare batterie di sudamericani costretti, come un orso polare allo zoo di Madrid, a combattere il freddo con fatica inenarrabile. In principio, invece, fu Dream Team russo.

Netherlands v Russia - Euro 2008 Quarter Final

Nasce lo Zenit di Malafeev, Denisov, Zyryanov, dell’ucraino Tymoschuk, del grande Pogrebniak e del nostro Arshavin. Molti di noi hanno fatto la sua conoscenza in occasione della finale di Coppa Uefa del 2008.

Innamorarsi è stato inevitabile: praticamente ambidestro, faccia da schiaffi e calci nelle gengive, visione di gioco alla Savicevic, guancia rossa da “Vodkomane” in stile Boris Eltsin. Due imbucate per i compagni, una di mancino l’altra di destro, e pratica archiviata.

Forse solo un exploit? (Anche perché il “simpatico” capellone ha già 27 anni al tempo della serata citata)

Non proprio. Alle porte c’è infatti Euro 2008. La Russia arriva fino alla semifinale e Andrej, in gol con Svezia e nei quarti con l’Olanda, mostra all’Europa intera un’altra sua particolarità: un’esultanza singolare.

Liverpool v Arsenal - Premier League

Andrej, al momento del gol, oltre a mostrare un’espressione capace di rendere spassose quelle di Mourinho, zittisce tutti portandosi l’indice alla bocca. Più avanti scopriremo, però, come questo gesto lo faccia sempre: in casa come in trasferta, in vantaggio come sotto di quattro gol. In pratica, segnando, è in grado di far girare i coglioni anche ai suoi famigliari.

Nel 2009 sbarca nel calcio Top firmando con l’Arsenal. Mai nozze furono più annunciate. Arshavin, come i Gunners, è affascinante quanto, stringi stringi, inconcludente. Gli alti sono entusiasmanti; pescando qua e là troviamo un gol di tacco, serpentine mozzafiato e un poker ad Anfield per matare il Liverpool. La continuità, tuttavia, non sta di casa.

In un lampo arriviamo dunque al momento dello smarrimento. Prima ci sono le panchine, poi un malinconico prestito allo Zenit. Infine, dopo un ritorno incolore in Premier, si materializza il definitivo ritorno nella grande madre Russia.

In questa stagione, a 34 anni, Arshavin giocherà nel Kuban di Krasnodar con un contratto annuale e, sulle spalle, la maglia numero 59. Non mollare Andrej!

FC Zenit St Petersburg v FC Lokomotiv Moscow - Russian Premier League

 

 

 

 

 

 

 

 

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