Bomber Teams: Una Rondinella fa Primavera

Bomber Teams: Una Rondinella fa Primavera

Un mix irripetibile d’ignoranza e talento cristallino, alle volte impastati nello stesso giocatore, come piace a noi. Una squadra che ha reso meno traumatico il passaggio dal calcio “totale” della Serie A di fine anni 90 a quello già più polarizzato dalle solite grandi dei primi anni duemila.

I poli assoluti di tutta questa faccenda hanno tale forza da poter attrarre in un campo gravitazionale persino il famoso kayak guidato da Smaila e Galeazzi. Parliamo ovviamente di Roberto Baggio e Carletto Mazzone.

Il Divin codino termina a Brescia il viaggio di evangelizzazione della provincia italiana cominciato a Bologna. Ancora oggi credo che quella particolare scelta, apparentemente meno valorizzante, sia stata in realtà fondamentale per renderlo il calciatore trasversalmente più amato del calcio italiano.

Alcune giocate con i lombardi hanno elevato il suo talento ad arte assoluta. Una su tutte ci ha fatto rimanere senza parole. Il video che vi metto qui sotto, narrato da Carlettone alla sua maniera, è tra le più valide alternative al porno, e non sono tante, individuabili in rete:

Ovviamente l’autore dell’assist è uno bravino che ne farà poche altre di magie col suo destro, negli anni a venire. Il passaggio arriva da prima del centrocampo, proprio perché Mazzone si inventa questo ragazzo come regista basso. “Nun se move ma come je tira” deve aver pensato Sor Carletto.

Il passaggio di consegne tra Baggio e Pirlo basterebbe a venerare questa fantasitca squadra, ma non è finita qui.

Nel mezzo c’è una batteria di Bomber da far invidia al Bari di Masinga e Guerrero. In difesa Mazzone non ci va tanto per il sottile sparando nella mischia un vecchissimo Filippo Galli e lo scudiero di tante battaglie romane Fabio Petruzzi. A centrocampo si muovono i Derrick delle Prealpi: i leggendari gemelli Filippini, che dovevi per forza ingaggiare insieme. Non ho mai capito perché.

E poi il Bomber col “vizietto”…del gol, poi radiato a vita, Jonathan Bachini, che agiva al fianco del “leggiadro” e “finissimo” Pierpaolo Bisoli. Nel 2001 arriverà invece uno meno tecnico e con meno visione di gioco. Adesso allena tipo in Germania, ma non ricordo davvero come si chiama.

Brescia v Fiorentina X

In attacco i fuochi d’artificio, senza mezzi termini. Tatanka “all’intervallo ci sta una paglia” Hubner era la punta di un reparto impreziosito da grandi stranieri. Il ruttatore pazzo Kubilay Turkyilmaz, l’albanese volante Igli Tare e lo spietatissimo Florin Raducioiu. Anche gli italiani non scherzavano. Cominciava a sbloccarsi il prima poco produttivo Luca Toni, già allora dotato della coordinazione di Iannone a Valencia. Batteva i primi colpi d’ala anche l’airone Caracciolo.

Menzione d’onore va però dedicata a un Bomber smarrito. Parliamo di Simone Del Nero. Al Brescia si mette in mostra giovanissimo attirando ben  presto le attenzioni di Club importanti. Alla Lazio trova il suo triangolo delle Bermuda. Dal secondo anno in maglia biancoceleste gioca anche da terzino. Con i laziali colleziona la bellezza di 22 presenze in 5 anni, facendo probabilmente credere ai tifosi che il suo contratto fosse eterno. Ogni anno non giocava mai, ma puntuale come un #escile accanto a una foto di Emily, Del Nero era nella Lazio.

Sembra aver vissuto cento vite Simone Del Nero. In realtà oggi ha “solo” 34 anni e domina in Serie D con la Massese. Nel 2013 giocava in Malesia. Solo perle da quel Brescia!

P.S. Ovviamente non mi sono dimenticato della corsa…

 

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