C’era una volta Bizzarri in porta al fantacalcio…

C’era una volta Bizzarri in porta al fantacalcio…

…ed il peggior attacco della serie A. C’era.

Sabato pomeriggio. Sono momenti febbrili. Sono i momenti che accompagnano le scelte della formazione con cui affrontare l’avversario di turno al fantacalcio.

Che sia il primo o l’ultimo classificato poco importa: tutto dipende da quell’undici e dai panchinari prescelti per azzannare il weekend calcistico.

Molto dipende anche da chi difenderà i pali. Dal portiere passa la non troppo sottile differenza tra un pomeriggio passato con la calcolatrice ed uno con la tranquillità in tasca.

Scegliere il titolare della squadra che se la vedrà contro il peggior attacco del campionato sembra una scelta più che sensata. La migliore possibile.

766 minuti. Non è il tempo che serve per dimenticare un amore finito in fuorigioco. Sono più di dieci ore. Quelle che nei pomeriggi di scuola si passavano davanti a Football Manager per trasformare un quattordicenne samoano nel nuovo Messi.

766 minuti è il tempo speso dall’Empoli per dimenticare come segnare.

Ad impegnarsi per trasformare Saponara in un bidone colossale al Fantacalcio.

Questa domenica era il momento ideale per tirare fuori Bizzarri dal cilindro. Togliergli la polvere di dosso e affidargli il posto da titolare in porta.

Tanto l’Empoli non segna mai. Nell’aria c’era già il profumo di porta imbattuta e magari di modificatore.

L’Empoli non segna mai. Mai.

Almeno fino a questa domenica.

In mezz’ora, mentre ci si prepara al pranzo, c’è già un meno due a fianco del nome di Bizzarri. Quei settecentosessantasei minuti svaniscono nel nulla.

Tutto era pronto per passare una domenica serena.

Ed invece viene da vomitare il Borghetti dell’anno scorso.

Ne ha presi tre ma non è ancora finita. No. Perché se deve andare male, al fantacalcio finirà peggio. E c’è tempo fino al novantesimo per segnare. C’è tempo per redimere Saponara che finora aveva fatto semplicemente schifo.

La morale? Se la vita con una mano ti offre una porta imbattuta, con l’altra è pronta pure a bucarla. Non esistono domeniche tranquille. Non sono mai esistite. Nemmeno nelle favole.

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