Viaggio in quarta fascia. Il sogno di Michel “Depardieu” Platini continua

Viaggio in quarta fascia. Il sogno di Michel “Depardieu” Platini continua

“C’era un sogno che era la Champions”. Citando il Gladiatore, Michel “Depardieu” Platini potrebbe spiegarvi il suo straordinario disegno. Come un parroco di periferia Platini vuole che il pallone lo tocchino tutti. Nessuno deve andare a casa col magone. Così, a un tratto, il francese decise di partorire la meravigliosa “regola” che riformò, rendendoli come li vediamo oggi, i preliminari (o playoffs) della Champions League.

Nell’ultimo turno preliminare le terze e quarte classificate dei grandi campionati si trovano improvvisamente l’una di fronte all’altra lasciando spazio, quest’anno per esempio, a dei commoventi Astana-APOEL Nicosia e Dinamo Zagabria-Skenderbeu. Con buona pace di Lazio e Monaco che escono in agosto contro squadre che ambiscono comodamente agli ottavi di finale.

Tra le grandi “scoperte” di Michel ma belle finite ai gironi dopo la riforma ricordiamo lo Zilina. Una caramella balsamica cecoslovacca (ma con sottotitoli in tedesco) che nell’edizione 2010/11 fece 3 gol nelle 6 partite del girone. Ne pigliò invece una ventina di cui 7 in casa dal Marsiglia.

Quest’anno la quarta fascia regala ancora qualche chicca. Va detto che le tedesche Borussia Mönchengladbach e, soprattutto, Wolfsburg rompono decisamente i coglioni. Via queste, però, ci si diverte.

Troviamo subito due veterane dell’ultima classe di Champions. Bate Borisov e Dinamo Zagabria ne hanno combinate di cotte e di crude nei gironi degli ultimi anni. I bielorussi del Bate, nella passata edizione, hanno incassato 9 gol dal Porto e 12 dallo Shaktar. Luiz Adriano, simpatico pacioccone ora al Milan, li bucò 5 volte nella stessa partita, mettendone 3 in appena 7 minuti.

La Dinamo nel 2011 si rese protagonista della più ridicola pastetta del calcio moderno. Al Lione, nell’ultima gara del girone, serviva un’ampia vittoria a Zagabria per superare, grazie alla differenza reti, l’Ajax. I croati nell’occasione si esibirono in una serie infinita di giocate alla Gresko, lasciando di fatto comicamente entrare in porta i francesi a ogni azione e pigliando 7 gol in un tempo. Della serie “almeno sono sportivi”.

Sul Gent non c’è molto da dire. Se non che sono belgi e, inspiegabilmente, hanno come stemma la testa di profilo di un nativo americano…mah!

Poi c’è il Maccabi Tel Aviv. Allora, fermi un attimo! Se ce la giochiamo a basket facciamo la finale col Real Madrid (quello di Rudi Fernandez e Nocioni però). Ecco, con i piedi andiamo meno bene e a Milano a maggio diamo da mangiare ai piccioni.

Chiude il gruppo la perla dell’anno. I cosacchi dell’Astana, alla prima partecipazione assoluta, non hanno voluto rischiare costringendo lo Squalo Nibali al ritiro anticipato dalla Vuelta per completare la rosa. L’unico problema è il ruolo. L’allenatore bulgaro Stoilov detto Murray (anche qui boh!) voleva un centrocampista e gli è arrivato un passista-scalatore. Si accontenterà.

 

 

 

 

 

 

 

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