Bomberate della settimana: dalla lingua di Rudnevs al ragù fatale

Bomberate della settimana: dalla lingua di Rudnevs al ragù fatale

Settimana scorsa si aggiudicarono il primo posto come bomberata della settimana i calciatori del Banik Ostrava costretti dal loro mister a “zappare” per punizione dopo un’umiliante sconfitta nella Coppa nazionale.

Ma il mondo del calcio e dello sport in generale, giornalmente, ci dà del materiale finissimo sul quale costruire mattonella dopo mattonella i podi settimanali, per decretare a fine anno il Bomberone d’oro del 2015.

Vediamo la classifica di questa settimana:

3° posto = alcuni tifosi della Juventus ricorderanno il suo cognome, meno la sua faccia. Cinque anni fa il lettone Artjoms Rudnevs stella dell’irreprensibile Lech Poznan rifilò una tripletta alla Juventus a Torino in un confronto di Europa League.  Oggi Rudnevs gioca nell’Amburgo ma non è salito agli onori della cronaca per un’altra prestazione monstre. Bensì per essersi fatto strappare la lingua a morsi dalla moglie…..Qualche giorno fa, durante una furiosa lite in strada, la moglie è saltata addosso all’attaccante lettone e con un morso violento è riuscita quasi a strappargli del tutto la lingua. La donna è finita in manette e Rudnevs ha preferito inizialmente non parlare (riusciva?) del motivo del litigio. Ah il nome della moglie? Santa.

2° posto = mai prendere del ragù alla bolognese se non sei in Italia. L’avranno probabilmente imparato i 17 nazionali del Lussemburgo, che a poche ore dal match di qualificazione ad Euro 2016 contro la Bielorussia a Borisov, si sono pappati uno speciale intruglio propinato da uno chef “stellato” di Minsk che ha fatto passare a tutti la nottata al cesso. La Federazione del Lussemburgo, su richiesta del c.t. Holz (anche lui fedele abbonato alla tazza quella sera), ha chiesto alla Uefa di posticipare il match. Ma niente, un ragù indigesto non è bastato come motivo per convincere gli alti piani del calcio. Solo in tre, eroi, si sono salvati dal malefico piatto: hanno scelto un sugo differente. Per la cronaca i bielorussi hanno sconfitto i fermenti lattici 2-0.

1° posto = eccolo, il Bomber. Bobone fuori dal campo fa sempre parlare di sé: che sia per un selfie con asta, che sia per un nuovo talento femminile scovato, che sia per un tweet inneggiante l’organo riproduttivo femminile in tutte le sue declinazioni. Pochi giorni fa il Bobo nazionale in visita al festival di Venezia si è presentato all’ingresso del casinò in maglietta. L’addetto gli avrebbe messo a disposizione quella in affitto del casinò stesso. Ma niente, per Bobo non esisteva ragione. Lievemente alterato al “no, non può entrare così”, Bobo avrebbe gettato addosso al buttafuori il suo biglietto d’entrata per poi twittare immediatamente: «Non andrò mai più al Casinò di Venezia.. Un disastro, vergogna». Tweet prontamente rimosso su consiglio forse dello staff. Ma Bobo fa di testa sua lo sappiamo. Sul commento dell’ad del casinò Ravà «I personaggi famosi hanno oneri e onori, le regole sono uguali anche per loro e il rispetto di chi lavora deve essere assoluto» il Bomber ha voluto replicare sempre via Twitter. «Caro Ravà, due cose. 1- Perché non dici che il giorno prima mi avete fatto entrare senza giacca? Che non era un problema. Vi fate pubblicità gratis, ne avete bisogno… 2- Me ne sono andato io, non voi che non mi avete fatto entrare. Ridicoli». Come in campo e come nella vita con le modelle e veline: Vieri non si è accontentato di segnare, ha voluto portare a casa il pallone. Primo posto meritato.

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