Ciao mamma, me ne vado a vivere in Islanda

Ciao mamma, me ne vado a vivere in Islanda

Il fenomeno sportivo del momento. Scassa le palle a tutti a Eurobasket e si qualifica per la prima volta, scherzando gli avversari, nel girone per Euro 2016. L’Islanda è la più seria candidata a diventare la Spagna dei prossimi anni…vulcani permettendo.

Della sua esistenza, nell’Europa che non sta in mezzo al mare, ce ne accorgiamo di quando in quando e senza mai soffermarci troppo. Di loro, in generale, sappiamo che sono pochi e che la loro isola, già piccola, è in larga parte della sua superficie vivibile come la Bombonera nell’ultimo Boca-River di Libertadores.

Anche a causa di queste condizioni atmosferiche e geografiche non abbiamo potuto festeggiare tutti insieme grandi imprese sportive delle squadre islandesi, escludendo le gesta dei ragazzi della pesca al merluzzo (disciplina sfortunatamente non omologata). Sfido io a giocare a calcio con il rischio costante di essere sbalzati dal getto di un geyser improvvisamente attivo sotto al culo. A Sasha Grey non dispiacerebbe, ma questa…questa è un’altra storia (con voce di Buffa).

Diciamo la verità. Fino a pochi giorni fa, per noi, la vera nazionale islandese di calcio erano quegli idioti dello Stjarnan FC, con le loro esultanze più complesse di uno schema su calcio piazzato di Sarri.

stjarnan

In realtà, nei singoli, l’Islanda la conosciamo bene anche noi. Pensiamo al Thor di Pescara e Sampdoria Birkir Bjarnason. Con il suo look da vichingo ha saccheggiato i campi di A e B per tre anni prima di finire al Basilea.

Che dire poi delle “bombarde” di Shrek Halfredssonn che scatenano le bestemmie di gioia di Mandorlini. La stella della Nazionale gioca però in Premier e si chiama Gylfi Sigurdsson, il Messi dei ghiacciai.

Come appreso da Gazzetta.it (leggi qui) il calcio islandese non è cresciuto negli ultimi anni grazie al caso o alla pastorizia. Nel 2002 il governo mise lo sport al primo posto per contrastare il dilagare di alcol e fumo tra i giovani. In pratica, fino a poco fa, il ragazzo islandese medio era un sinistro incrocio tra Zeman e Gascoigne.

Passando in poco tempo dall’avere un solo campo coperto in tutta l’isola alla bellezza di undici, i giovani hanno trovato un passatempo diverso dall’inseguire le volpi artiche pieni di Jack Daniels. Una rivoluzione!

Al di là del calcio l’Islanda è un paese davvero affascinante e singolare. Essendo in pochi, si fa un po’ di tutto. Pavel Ermolinskij, cestista ucraino naturalizzato islandese, ha per esempio una macelleria nel centro di Reykjavík. Miss Islanda 2015 Arna Ýr Jónsdóttir, invece, ama saltare con l’asta (attenti alla preposizione).

Ah, tra l’altro, per chi non fosse ancora convinto di partire per l’Islanda, quella qui sotto è Arna…avrà delle sorelle.

arna

(fonte foto: Instagram)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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