Fabio Bazzani, vita da bomber: dalla nazionale alla Merz

Fabio Bazzani, vita da bomber: dalla nazionale alla Merz

La storia di Fabio Bazzani andrebbe insegnata nei licei: gavetta, tanta gavetta, alti e bassi, infortuni svariati…tutta esperienza per entrare a far parte, un giorno, dell’Olimpo. Quel meritato traguardo che ti fa arrivare a difendere i colori della propria nazione, che ti fa rimorchiare (e poi sposare) una delle più note soubrette del mondo dello spettacolo…

Ma andiamo con ord

Fabio Bazzani, nasce a Bologna il 20 ottobre del 1976 (auguri con qualche giorno di ritardo bomber!). Grande appassionato di basket e talmente tifoso della Fortitudo da tatuarsi lo stemma della squadra sul braccio.

Fabio, evidentemente non a suo agio sotto canestro, sfonda con il pallone tra i piedi (o meglio, sulla testa…). Dopo aver giocato fino all’età di 20 anni con il Boca San Lazzaro, che non è una squadra argentina ma una società oggi scomparsa con sede a Carpi e base operativa a Vignola, Bazzani si affaccia al mondo professionistico con la maglia del San Donà.

Il Venezia l’anno successivo si accorge di lui, ma in Laguna gioca poco. Meglio a Varese, ma è l’anno in C1 con Serse Cosmi quello della svolta: “Avevo avuto Serse all’Arezzo. Fece di tutto per convincere i Gaucci che non ne volevano sapere di affidare la maglia numero 9 in Serie A ad uno che con la Serie A non c’aveva avuto nulla a che fare. Alla fine però mi presero e feci 10 gol, senza rigori, al primo anno”.

La Sampdoria decide di puntare forte su questo ragazzone sempre lampadato, coi capelli lunghi, ma vero professionista in campo. Un attaccante fisicamente potente che ben si sposa con l’agile e fantasioso Flachi, con il quale Bazzani per tre stagioni forma una coppia capace di far sognare i tifosi dei blucerchiati. “Ci chiamavano i gemelli del gol, come Vialli e Mancini”. La media di Bazzani è molto alta e Bazzani si fa notare dal c.t. Trapattoni che non può fare a meno di convocarlo in nazionale. L’esordio avviene il 12 novembre 2003 contro la Polonia. Giocherà altre due partite con gli azzurri.

Nel periodo a Genova si interessa del suo cartellino il Milan, la sua squadra preferita: “Dopo la promozione con la Samp sono stato molto vicino ai rossoneri, ma Garrone e Marotta non se la sentirono di cedermi. Però so che piacevo ad Ancelotti. Poi infortuni su infortuni”. 

L’estate 2005 è un’estate piena di cambiamenti nella vita di Bazzani: l’11 giugno, dopo un anno di fidanzamento, Fabio sposa Alessia Merz ex velina di Striscia la Notizia. Un colpo da vero bomber, alla Bobo Vieri per intenderci.

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Bazzani e la Merz stanno ancora insieme (sembra una notizia al giorno d’oggi) e hanno due figli. Ma lei, tifosa sfegatata della Juventus, non gli perdona una cosa: “Ha le maglie di qualunque squadra, ma nemmeno una della mia Juve”. Ma lui: “Non immaginate la mia goduria alla vittoria del Milan a Manchester nel 2003”. 

La stessa estate Fabio passa alla Lazio, ma gli infortuni cominciano a tormentarlo. “Abbiamo passato più di un ferragosto in ospedale, ero diventata una sorta di infermiera” rivela la moglie.

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Appunto.

Fabio Bazzani ha definitivamente appeso le scarpe al chiodo la scorsa estate, dopo 5 anni in Serie D con il Mezzolara di cui oggi è allenatore. “Se c’è una cosa che non rimpiango degli anni della A sono le richieste di maglie dei miei amici. Ogni partita era un continuo: ‘mi prendi la maglia di questo o di quell’altro…’. In tal senso sono felicissimo di aver giocato gli ultimi anni della mia carriera in D, era diventato uno stress pazzesco”.

Fabio Bazzani è rimasto umile. Nonostante la Serie A, la nazionale, la moglie ex velina di Striscia. Forse anche grazie all’umiltà è riuscito a guadagnarsi tutte le soddisfazioni che ha avuto. Noi dovendo scegliere solo una di queste non avremmo dubbi.

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