89-16. Il Pipita abbraccia il Pibe

89-16. Il Pipita abbraccia il Pibe

Potremo discutere sui campioni che non ci sono, sul livello che si abbassa o sul pubblico che latita, ma questa Serie A ufficializza, già oggi, qualcosa di nuovo. Il Napoli rompe l’egemonia della Juventus che da quattro anni si laureava Campione d’Inverno.

Più che lo stop dei bianconeri, a far notizia è il sostituto. Il Napoli non girava la boa in testa, nella massima serie, dal 1989. Nei 25 anni seguenti solo Fiorentina e Roma in due occasioni, spezzeranno il dominio di Milan, Inter e Juventus in questa statistica.

Pur non valendo un vero e proprio titolo, questo traguardo raggiunto da Pipita e compagni segna una svolta. La città di Napoli torna a sognare caroselli al limite della guerriglia e l’investitura a beati per lo stesso Higuain e Mister Sarri. Torna a bollire come in quegli infuocati anni 80, una piazza tra le più calde e appassionate d’Europa.

In quel 1989 nasceva il Web e cadeva il muro di Berlino. Nel 2016 De Laurentiis twitta e il San Paolo è più o meno nelle condizioni del sopracitato muro. Allora sulla panchina si sedeva Alberto Bigon, arrivato dalla Provincia dopo due salvezze con il Cesena. “Albertino” si godeva quell’anno l’arrivo in squadra di un giovane Gianfranco Zola e, ovviamente, il genio di Diego.

Oggi il profeta toscano Sarri, arrivato in Campania dopo una lunghissima gavetta, ha rivitalizzato con il gioco e la fiducia una rosa competitiva e guidata dallo strepitoso Pipita visto in questo girone d’andata. Maradona è Maradona e non si tocca. Higuain, però, segna più di Careca, e Hamsik, Insigne, Allan, Jorginho, Reina fanno sognare il popolo azzurro.

Non è più la Serie A degli anni 80 e il Pibe de Oro non gioca più. In Piazza Plebiscito, però, stanno cominciando a farsene una ragione.

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