Lorenzo il Magnifico: un talento già visto

Lorenzo il Magnifico: un talento già visto

Ieri sera guardavo Milan-Napoli, luce spenta, due cuscini sotto la testa, telecomando sulla pancia. Ad un certo punto sono quasi sobbalzato sul divano.

Dopo meno di un quarto d’ora, Lorenzo Insigne, aveva messo davanti al portiere il bravissimo Allan. Rientrando sul suo piede preferito, aveva come telecomandato il movimento del brasiliano, splendido negli inserimenti, e aveva fatto di quel corridoio un’autostrada. Ma non è stato l’unico momento che mi è rimasto negli occhi.

Il Napoli di Sarri ieri sembrava guidato da un player esperto e gli azzurri sembravano usciti dalla Playstation. Insigne ovviamente era quello con la freccia rossa su.

La seconda volta che ho avuto un sussulto, che ha causato il risveglio del gatto presente sull’altro divano, è quando Lorenzo ben imbeccato da Higuain l’ha messa di prima intenzione sotto il sette. Un tipo di gol che ho già visto fare in passato…Minuto tre del secondo tempo, spettacolo a San Siro.

Lorenzo non ha avuto una carriera facile fino ad ora. A Napoli imporsi non è mai semplice e il pubblico napoletano chiede sempre di più ai figli del Vesuvio. Ne sa qualcosa Cannavaro, ma ci sono tanti altri esempi di giocatori che hanno sofferto l’amore&odio alternato del pubblico passionale di Napoli.

Lorenzo non ha avuto una carriera facile anche per via di quel dannato 9 novembre 2014. Insigne stava cominciando a prendere per mano la truppa guidata allora da Benitez, con prestazioni super, gol mai banali, dribbling e serpentine impresse nella memoria dei tifosi partenopei e non solo. Maledetto sia quel giorno. Il 9 novembre.

Eppure quella data, inizialmente da cancellare dal calendario, ha cambiato Lorenzo. Lo ha forgiato, lo ha reso migliore. Chi ha giocato a calcio a livello professionistico e non solo, sa quanto possa essere doloroso, fisicamente e psicologicamente, il primo vero infortunio della carriera. Soprattutto se si tratta di legamenti del ginocchio. Solo una ventina/trentina di anni fa, i calciatori che subivano questo tipo di infortunio, erano costretti a smettere. Senza se e senza ma.

Il 9 novembre è una data particolare per Insigne e non solo per quel maledetto infortunio dal quale sembra essere uscito finalmente più forte. Il 9 novembre è il compleanno dell’idolo di Lorenzo: Alessandro Del Piero.

Maradona non è riuscito a vederlo perché non era ancora nato o quasi. Ma Del Piero sì. Un fiero rivale del Napoli in tanti anni, una delle sue “prede” preferite. Lorenzo, in un’intervista a Sky con Caressa, confessò di avere molte cassette di Del Piero, di averlo come modello in campo e fuori dal campo. Grandi gol, un destro fatato e mai una parola sbagliata. Alessandro e Lorenzo sembrano accomunati dallo stesso talento e anche da quel grave infortunio al crociato che sembrava aver minato la loro carriera e invece no, li ha resi entrambi più forti.

Ecco che dopo altri 20 minuti, vedo Lorenzo sistemare il pallone da una mattonella interessante. Calcio di punizione da circa 20 metri, leggermente spostato a sinistra. Quella zona del campo dove circa 20 anni fa, dai piedi di un ragazzino di Conegliano, partivano quelle parabole ad effetto poi soprannominate “gol alla Del Piero”.

Il tiro non è perfetto, ma la parabola è perfida, malefica. Diego Lopez non riesce a respingerla. Ed è doppietta, la prima di Insigne col Napoli. Tutto questo nella Scala del Calcio, a San Siro. Dove brillano le stelle più lucenti. Dove potrebbe definitivamente iniziare la carriera di un talento italiano di primissimo livello.

E fa niente se il mio gatto con la faccia assonnata ha deciso di spostarsi in un’altra camera. Mi sono emozionato nel rivedere un nuovo Del Piero in campo. Anzi, mi sono emozionato nel vedere Lorenzo Insigne.

 

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