San Faustino: la festa degli innamorati di Football Manager

San Faustino: la festa degli innamorati di Football Manager

Lei bella e impossibile, tu sfigato e romantico: è dai tempi del liceo che non vuoi capirle, le donne. Ma vuoi mettere con il Venezia portato in Champions?

No, non puoi nemmeno dire di averci provato a capire le donne.

Mentre accendevi il PC, dimenticandoti clamorosamente della verifica di matematica del giorno successivo, c’era chi era per strada ad impennare il Booster, scatenando i pensieri di limoni impossibili sulla panchina con la biondina che di uscire con te, romantico ma sfigato, proprio non ne aveva intenzione.

Dopotutto l’unica cosa che volevi far impennare era la carriera di quel terzino pescato in qualche isola del Pacifico e pagato un chilo di pesce e due sigarette. Con un nome che a leggerlo era tutto un programma ma che stando a quei valori aveva tutte le carte in regola per diventare il nuovo Roberto Carlos.

Quello sbagliato eri tu, come avrebbe cantato J-Ax. Ed avevi iniziato ad esserlo da quel giorno in cui a casa di un amico avevi scoperto il CD di Championship Manager. Settecento megabyte di pallone. E quelle partite condensate in pochi minuti dove ad ogni gol lo schermo lampeggiava nemmeno fosse un faro da discoteca.

Ti appuntavi una serie di statistiche infinite, mentre la biondina là fuori veniva sommersa di squilli e trilli su Messenger dal tipo che nel frattempo aveva anche montato la marmitta ZX sullo scooter e rombava come un pazzo scatenato. Facendo girare anche chi era dall’altra parte della città.

A te l’unica cosa che girava erano le palle perché quel modulo non funzionava. Soprattutto contro le grandi che ti facevano a fettine dopo nemmeno due minuti di gioco. Soffrivi come se ti fossero entrati con i tacchetti sul ginocchio mentre il tuo attaccante usciva in barella dal campo. In quella sintesi dove nel frattempo i giocatori erano diventati piccoli cerchi. Ed il pallone un cerchio ancora più piccolo.

Dentro di te il romanticismo per i campionati sudamericani diventava sempre più grande. A quella ragazza bionda avresti parlato dell’ascesa e della caduta di D’Alessandro, di ragazzini che palleggiavano con le monete al tramonto. E della tua squadra portata dal campetto di terra della periferia al cuore del calcio europeo.

Ma lei no. Lei preferiva le vie del centro ed un gelato con l’altro che nel frattempo aveva parcheggiato lo scooter e piazzato qualche SMS importante nello spazio di 140 caratteri.

Tu avevi piazzato il giocatore giusto sulla trequarti e ti godevi la magia di un pallonetto o di una conclusione dalla distanza. Quel venti del resto non poteva tradire. Proprio come quel terzino che nel frattempo era arrivato a costare un capitale e voleva a tutti i costi provare una nuova esperienza in un’altra squadra. Ma alla fine restava per un’altra stagione.

Mentre quella biondina si era già fidanzata un paio di volte. Mentre il tuo cuore, per lei, non smetteva mai di battere.

No, le donne non le hai davvero mai capite. Ma vuoi mettere con San Marino in finale dei mondiali?

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