La storia (più o meno reale…) di MAURO ICARDI

La storia (più o meno reale…) di MAURO ICARDI

Qui nasce una bella amicizia con un ancora giovanissimo e sconosciuto connazionale, un tappetto di nome Lionel Messi, il quale in una recente intervista ha dich…

Mauro Emanuel Icardi Rivero nasce a Rosario (Argentina) nel 1993 da madre argentina e padre piemontese. Le origini del padre si fanno sentire da subito, tanto che il piccolo cresce a calcio e Paniscia, piatto tipico piemontese con riso, verdure, lardo, fagioli, salame, fegato di maiale e vino.
La crisi economica del suo paese costringe la famiglia a trasferirsi nelle isole Canarie e in seguito a Barcellona dove il giovane Mauro, a quell’epoca quindicenne, entra a far parte della cantera blaugrana.
Qui nasce una bella amicizia con un ancora giovanissimo e sconosciuto connazionale, un tappetto di nome Lionel Messi, il quale in una recente intervista ha dichiarato: “Sono molto legato a Icardi; tra di noi c’è un legame speciale e non so per quale motivo ogni volta che mio figlio sorride mi ricorda Mauro da giovane.”
A Barcellona riesce perfino ad incontrare uno dei suoi idoli: Maxi “El Galina” Lopez, centravanti ancora oggi terribilmente rimpianto in terra catalana. I due stringono un legame profondo e condividono una passione speciale per le bionde, ma di questo ne parleremo in seguito.
L’inesperto tecnico delle giovanili del Barça, Pep Guardiola, non crede nel giovane Maurito e concede il via libera alla società per la sua cessione alla Sampdoria, nel gennaio del 2011.
Maurito debutta in serie A l’anno successivo e si fa notare subito al pubblico italiano: a fine stagione infatti conta 10 reti in 31 presenze di campionato, divenendo il capocannoniere stagionale della Sampdoria
A Genova però, scopre una delle sue passioni più intense: i motorini rubati.
Ebbene si, la sua passione per le due ruote è stata ereditata dal padre, il quale, per dare alla sua famiglia la vera Paniscia piemontese, smontava motorini nelle periferie di Rosario e con il ricavato dei pezzi comprava i fagioli rossi del Piemonte, di cui Mauro e la sua famiglia andavano ghiotti.
Mauro purtroppo, in quel periodo comincia a frequentare quartieri loschi ed ameni nelle periferie di Genova, dove le uniche palle che girano non sono quelle da calcio, ma quelle di fumo. Tra marmitte truccate, carburatori bucati e scodelle rubate un giovane Mauro diventa uomo tra i sobborghi genovesi, e a testimonianza del suo cambiamento comincia a tatuarsi ogni centimetro del proprio corpo, come solo i veri tamarri sanno fare. Il primo tatuaggio è infatti un Booster, cinquantino che per quelli della mia generazione era considerato il migliore per fare le impennate.
Nel 2012 Mauro corona finalmente uno dei suoi sogni: giocare col suo idolo, la Gallina bionda Maxi Lopez. I due dividono tutto insieme: la passione per l’asado, le serate nei night, le lunghe gite in barca. Maurito, detto anche El Canito, viene accolto come un fratellino nella famiglia di Maxi. La moglie di Lopez, Wanda Nara, va pazza per lui. A Maxi racconta di aver finalmente trovato l’amico gay che cercava da una vita e che lo sostituisce quando si tratta di fare shopping in centro.
Entra in scena l’Inter che nel 2013 ottiene il suo cartellino. Mauro si trasferisce a Milano, la capitale della moda. Questa cosa piace molto a Wanda. Nascono i primi sussurri nello spogliatoio. Maxi Lopez comincia a chiedersi come mai il suo migliore amico gli abbia regalato un costume da cervo per carnevale. I suoi compagni nella Samp cominciano a chiedergli: “Ma sei proprio sicuro che Mauro sia gay?No perché l’altra sera parlava di una milfona bionda…”. La verità esploderà così come il talento di Mauro.
A San Siro mostra tutte le sue doti: una prima punta pazzesca che la butta sempre dentro. Un fiuto alla Bobo Vieri, in campo e non solo. Ma a far parlare di sé non sono le palle buttate dentro la rete, ma le palle che fa venire alla gente per la sua vita privata. Il nostro Mauro infatti, ogni sera, si fa una bionda.
Da 66 cl direte voi, per reintegrare le energie. No, il nostro Mauro dilania i maroni dei tifosi interisti e non, costellando i social network di foto che lo ritraggono follemente innamorato di Wanda Nara, ex (?) compagna di Maxi Lopez.
Come neanche nelle peggiori sceneggiate di Beautiful era infatti accaduto l’inaspettato: il colpo di scena che non ti aspetti: il compagno di squadra fedele, amico, collega e compare di sbronze che ti accoltella alla spalle. Accade come quando ti propongono la serata della vita nella discoteca più figa del mondo ma, puntualmente, è rimasto un solo posto in macchina. E tu te la devi giocare con il tuo migliore amico. “Dai vai tu, io sto tranquillo questa sera” ti scrive lui. È fatta. Almeno per stasera, la patente è salva. Ma quando meno te lo aspetti, vieni a sapere che il tuo migliore amico, a seguito dell’ennesimo litigio con la moglie, ti ha fregato l’ultimo posto in macchina disponibile. Ma non solo quello. E tu ti ritrovi solo, tradito. E puoi fare solo una cosa: alzarti ed andare avanti, aprire il “metaforico” portone, sempre che tu ci riesca a passare sotto…
Il rapporto di Mauro con i tifosi interisti è travagliato: gol pesanti si alternano a twittate irriverenti ed evitabili, aventi come fine ultimo l’esibizionismo allo stato puro.
Ed i tifosi, si sa, non ci mettono nulla ad indispettirsi. L’ultimo episodio pochi giorni fa col Sassuolo. L’Inter perde male in quel di Reggio Emilia e Icardi, subentrato nel secondo tempo ed autore dell’unico gol interista a dispetto dei 3 siglati dalla squadra di casa, si appresta a salutare i tifosi, assieme a Fredy Guarin sul punto di partenza fino ad un mese fa. Ecco, forse questo non ha aiutato. Un po’ come andare a calmare la tua attuale fidanzata con una tipa che ci ha provato con te.
Sta di fatto che i due, con un atteggiamento da spacciatori portoricani stile “Carlito’s way”,  offrono la propria divisa ai tifosi, meritevoli di aver supportato la squadra per l’ennesima volta.
Ma la situazione degenera. Volano insulti e le maglie lanciate in regalo vengono restituite non proprio cordialmente ai mittenti. Guarin la prende decisamente meglio e reagisce con rabbia mista a orgoglio.
Icardi non ci vede più. Comincia ad insultare i propri ultras, rei di aver preteso troppo dai propri beniamini. Ma c’è dell’altro. Icardi aveva una questione in sospeso che non è mai stata risolta e ovviamente, nelle peggiori situazioni come questa, riemergono antichi dissapori.
Inter – Atalanta, maggio 2001. Durante il secondo tempo, all’improvviso, la curva nord dei tifosi di casa si divide a metà e un motorino viene fatto rotolare giù dal secondo anello, tra lo sbigottimento generale. Forse un trofeo di guerra, si dirà dopo. Ebbene, quello non era un motorino qualsiasi. Quello era lo stesso tipo di Booster che Icardi aveva rubato da ragazzino.
Il suo primo furto, la prima volta, il primo tatuaggio. Un ricordo di un valore inestimabile.
Ebbene Icardi non è mai riuscito ad avere quel motorino in regalo dalla curva neroazzurra, ed è questo il vero motivo che, all’ennesimo screzio tra le parti, ha fatto sbroccare il giocatore davanti ai suoi tifosi. Da quel giorno Mauro ha deciso di non esultare più, modo molto balotelliano di risolvere la cosa.
Una relazione, quella con l’Inter, che deve in tutti i modi migliorare, oppure il calcio italiano rischia di perdere quella che potenzialmente è una delle prime punte migliori al mondo. Una prima punta atipica che preferisce le marmitte della Benelli a quelle catalitiche, che di sicuro si farà tatuare la prima cacca della figlia, che passa le ore sui social (speriamo ti piaccia questo racconto bomber!) ma, che a dispetto di tutto però, mantiene un comportamento ineccepibile in campo.
Chi à nen testa bùta gambe, recita un detto piemontese. Chi non ha testa mette gambe.
“Il calcio è strano, Beppe”, cit…
Alla prossima…..twittata!

Admin Gimmo
@gimmo99

 

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