Anno Zero. Il 2006 non esiste più

Anno Zero. Il 2006 non esiste più

Nella notte peggiore per il calcio italiano, passano in secondo piano gli addii degli ultimi reduci di Berlino 2006. Il tempo dei ricordi è davvero finito.

Nelle ore dello psicodramma, degli sfottò internazionali, e del tiro al piccione, trapela un dato oggettivo. Con l’addio, confermato ufficialmente da tutti e tre in diretta televisiva, di Buffon, De Rossi e Barzagli scompare dalla Nazionale qualsiasi legame con il Mondiale vinto nel 2006.

Una coincidenza tremenda, che non deve essere solamente simbolica. A ben guardare il cammino mondiale degli Azzurri, dalla notte di Berlino in poi, ha assunto la forma di un vero e proprio calvario. Le due eliminazioni al primo turno del 2010 e 2014 avevano gettato sconforto e insicurezza su tutto il movimento calcistico italiano, senza però creare un buco nero di queste proporzioni.

La sensazione che oggi pervade gli appassionati italiani è molto diversa. Sa di inadeguatezza, più che di rabbia. Suona come un affronto al nostro retaggio, più che un semplice fallimento tecnico.

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E i tre totem ancora in campo, erano l’espressione fisica di questo retaggio. L’illusione che, in mezzo a tanti giovani o meno giovani più o meno sopravvalutati e senza un legame preciso ad unirli, i difensori del “fuoco sacro” di Berlino potessero in qualche modo indicare la nuova via per la gloria.

Non funziona così, sarebbe troppo facile. Bene, da oggi anche questa illusione è scomparsa. Berlino 2006 diventa ufficialmente solo storia per gli almanacchi, da custodire gelosamente tra i ricordi più preziosi, ma niente più. Non c’è, e non c’è stata, una spinta post-impresa. Da quella gioia orgasmica si è generato solo il mito.

Da domani chiunque vestirà la maglia della Nazionale non avrà vinto nulla. Dovrà guadagnarsi anzi ogni centimetro, per lavare l’onta di un’esclusione che ancora non sembra vera. Da domani non vedremo più nessun eroe di Berlino, ma ancora parecchi “antieroi” del 13 Novembre di Milano.

Era davvero giunto il momento di scendere dall’illusione, e cavalcare la secca realtà. Servirà a tutti, perché ora gli occhi di proprio tutti sono aperti.

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