Axel, è quasi magia! Vagonate di milioni senza rotture di…

Axel, è quasi magia! Vagonate di milioni senza rotture di…

Milan e Juve lo hanno sognato. Lui, Axel Witsel, è sempre sfuggito come un’inafferrabile dama. Ma in quanti campionati decenti ha giocato il centrocampista belga? Uovo.

Axel Witsel è un eroe. Forse non sarà ricordato come un eroe del calcio, ma certamente dell’illusionismo. Il Milan tempo fa e la Juve in quest’anno solare, lo hanno corteggiato come fosse la fusione tra Belen e la Canalis ventenni. Sistemerà i problemi del centrocampo per anni, hanno pensato le due società.

Ed è difficile dar loro completamente torto. Il ragazzo è giovane, giovanissimo al tempo del corteggiamento rossonero, fisicamente dotato e tecnicamente solido. In mezzo al campo sa cambiare passo, inserirsi e calciare, senza però lesinare la fase d’interdizione che, per caratteristiche, svolge con naturalezza e straordinario profitto.

Un motivo ci sarà se la Nazionale belga, nel 2016 al primo posto del ranking Fifa, fonda la sua mediana su di lui e Nainggolan. Maledetti Club cinesi, che ci portano via campioni ancora nel fiore degli anni sportivi, e senza darci la possibilità di competere economicamente nel futuro prossimo.

Ok, tutto vero. Axel Witsel, però, è diverso dagli altri. Lui non è Tevez, e neppure Oscar (che nel Chelsea ci ha giocato). Witsel, a 27 anni, non  ha mai giocato una singola stagione in un campionato decente. Alla fine del suo contratto cinese, un quadriennale da 18 milioni a stagione, il centrocampista belga avrà guadagnato, in 10 anni da professionista, circa 90 milioni di euro. Numero di stagioni giocate in Serie A, Liga, Premier League o Bundes? Zero.

Ovviamente si scherza, eh! Lo dico per i fenomeni che arriveranno sbavando che la Liga portoghese è durissima, o che la Russian Premier League è paragonabile alla Serie A di Zico, Maradona, Falcao, Platini e Maradona.

(P.S. ha giocato qualche partita in Champions con lo Zenit. Anche Criscito però.)

Pensatela come volete, ma la realtà è che Witsel ha fatto la sua carriera in Belgio, Portogallo, Russia e, ora, in Cina. Fino a qualche tempo fa, un giocatore con questo curriculum avrebbe dovuto aprire un bar col calcetto per sopravvivere a fine carriera. Lui potrà fare l’armatore di barche; i tempi cambiano.

Non c’è niente da dire. Se mettessimo Witsel al ministero del tesoro, in una legislatura daremmo merda a Dubai.

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