E se l’attesa di Balotelli fosse essa stessa Balotelli?

E se l’attesa di Balotelli fosse essa stessa Balotelli?

Mario Balotelli e l’infinita attesa della sua maturazione. Vale la pena investire nuovamente nel suo talento?

Mario Balotelli: o lo ami o lo odi, non ci sono mezze misure. In questo periodo però, sto notando che vengono meno anche quei tifosi che l’hanno sempre sostenuto nelle situazioni più difficili, come quando entrava in campo sbadigliando ed usciva addormentato. Quasi tutte le partite quindi.

Peccato per uno di quei talenti che non si doveva fare altro che allevare segretamente e portare in trionfo come uno dei migliori prodotti del calcio del nostro paese.

In principio fu l’Inter, negli anni 2007-2010. Cosa vuoi dire ad un ragazzino di 18 anni che si trova all’improvviso sul tetto del mondo? “Non fare cazzate” e “Lavati i denti prima di andare a dormire” credo siano stati i principali consigli di Zanetti & Co. ai tempi della Milano nerazzurra.

Tutto inutile. Tranquilli, perchè il Balotelli vero doveva ancora arrivare.

Nonostante la media di 1 gol ogni 3 partite, i tifosi interisti ricorderanno Super Mario principalmente per la maglia gettata a terra al termine di un Inter – Barcellona finito 3-1. E per un’igiene dentale a dir poco rivedibile.

I 3 anni successivi li trascorre a Manchester, lato City. Freccette ai ragazzi della primavera a parte, (che c’é voi fà, so ragazzi …) è uno dei protagonisti dello scudetto del 2012, quando nei minuti di recupero serve l’assist al Kun Aguero per il gol che vale il titolo. Il resto è storia: cartellini a non finire (celebre per la camminata sulla testa di Scott Parker durante un City-Tottenham del gennaio 2012), infortuni fastidiosi come i compagni di squadra che nella doccia ti aprono l’acqua fredda, e quell’aria da bad boy che piace tanto agli Inglesi.

Talmente tanto che Balotelli se ne torna a Milano dopo 54 presenze e 20 gol con la maglia del City.

Milano: la sua Milano, quella rossonera. A questo punto, direte voi, vedremo sicuramente di che pasta è fatto Super Mario.

Ma niente, niente da fare. Se la maturità si misurasse in selfie su Instagram, staremmo parlando di un un giocatore laureato in Scienza delle Comunicazioni.

“Nel mio Milan non solo non avrebbe giocato. Ma non sarebbe mai entrato nemmeno in spogliatoio. Quando Gattuso arrivò non era da Milan. Era intemperante. Ma fu intelligente e si adeguò”. Sono le parole di Billy Costacurta, che decide di toccarla piano quando gli chiedono un parere sul n. 45 del Milan.

SOCCER: SERIE A; MILAN ROMA

Nello spogliatoio del Milan ci entra sul serio, e questa sembra la volta buona: i tifosi lo acclamano, la società sembra disposta a tutto per aiutarlo, la sua compagna di allora Fanny Neguesha sembra intenzionata a sposarlo, Samantha “Javier” Cristoforetti viene lanciata nella troposfera, … insomma tutto sembra andare nel verso giusto. Peccato che dopo appena una stagione se ne torni in Inghilterra, sponda Liverpool. Quello che ha fatto con la maglia dei Reds si può riassumere con una tipica espressione di Antonio Albanese in uno dei suoi celebri film: “na beata minchia”.

Adesso è tornato a Milano nel “suo” Milan, la prossima stagione non si sa. Gli infortuni sono tanti, la sua voglia poca, la pazienza di Mihajlovic & Co. ancora meno. Tutto questo mentre risuonano in lontananza le sirene cinesi.

 

Dopo questo sproloquio, vogliamo che voi diciate la vostra:

Caricamento sondaggio...

 

Speriamo che questo articolo sia da stimolo per il ragazzo.

Animo Mario, animo!

 

 

 

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy