Belli e Brutti della Serie A: Day 1

Belli e Brutti della Serie A: Day 1

Comincia la Serie A e come al solito, dopo ogni giornata, quelli che vincono sono belli e piacciono a tutti e chi perde è un brutto puzzone con la peste; ci piace così. Vediamo chi si è meritato un posto con vista Satta da Pardo e chi invece l’esecuzione in loop di “O Generosa” fino alla prossima partita:

BELLI

1) Luis Muriel- El Flaco

Due gol, un rigore procurato e una prestazione clamorosa. Luis Muriel in realtà stupisce tutti per il suo peso forma. Passare da Jardel a Pastore nel giro di un’estate potrebbe averci consegnato un fenomeno assoluto. Sostituito da Cassano, al momento del cambio è stato eclissato dallo “smilzo” Antonio come un piccolo satellite. Non più di due mesi fa avrebbero fatto a gara di panciate.

2) Stevan Jovetic- Arsenio Lupin

Jo Jo ha architettato il furto perfetto. L’Inter, pronti via, ha messo in campo la velocità della McLaren e la lucidità del Pres. Ferrero, facendo pregare per il triplice fischio già dopo un quarto d’ora di fioretto tra Medel e Gnoukouri. Quando ormai Mancini era pronto all’ennesimo “servono almeno 7 giocatori”, il montenegrino ha colpito. Con tutta l’Atalanta probabilmente distratta da Wandita Nara in zona vip, Jovetic non ha creduto ai suoi occhi e ha portato via la pagnotta.

3) Cyril Thereau- Robin Hood

L’uomo più amato da mezz’Italia dalle otto di domenica sera. La vittoria dell’Udinese a Torino era quotata nei centri scommesse quanto un successo di Peluso al trotto contro Varenne. Il francesino invece, con quella faccia un po’ così, ha zampettato in area e “tunnelizzato” Buffon regalando un po’ di pepe al campionato e dando il comando a Chievo e Sassuolo. Ah! tra l’altro chi arriva secondo al Trofeo Tim poi a maggio…

BRUTTI 

1) Rodrigo Ely- Slow Motion

Il giovane italo-brasiliano porta nella nuova Serie A la tecnologia dello Slow-Mo insieme alla Gol-line technology. L’espulsione dopo 35 minuti tranquillizza un già sereno Mihajlovic sorpreso in pieno secondo tempo a metà campo nell’intento di saltare sulle zolle. Il classico comportamento di chi non vuole strozzare il suo difensore centrale.

2) Zeljko Brkic- Torero

L’altissimo portiere del Carpi non ama l’incertezza. Dopo mezzora vuole già esser sicuro che in città non credano di poter ripetere il miracolo del Sassuolo, che in quella zona dell’Emilia c’è già troppo casino. Prende più gol che acqua (e a Genova veniva giù) e in due di questi ricorda il miglior Manolete, toreando il pallone tra gli Olè della curva blucerchiata alle sue spalle. Grande Show Man.

3) Edin Dzeko- Gulliver

Non è esploso sul campionato come speravano in quel di Trigoria. Complice di questo passo falso è forse la sua difficoltà a vedere i compagni d’attacco. La tattica però non c’entra nulla; è che Iago Falque, Salah e Florenzi uno sull’altro gli arrivano alle ginocchia. Il bosniaco avrà comunque possibilità di rifarsi. Occhio però, perchè il 10 scalpita in panchina… non Gerson eh!

 

 

 

 

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