Berna, Kalinic e Niang. La compagnia del certificato

Berna, Kalinic e Niang. La compagnia del certificato

Niang si unisce a Bernardeschi e Kalinic nella “squadra” del certificato medico. Cosa c’è di meglio, quando vuoi cambiar squadra e non prendere una multa, di due belle righe del dottore?

Se la stagione di mercato corrente ha una cifra distintiva, questa è rappresentata dalle rotture e dalla volontà d’impuntarsi da parte dei calciatori scontenti. Mai come in queste settimane abbiamo assistito a comportamenti prima di oggi assolutamente sporadici, volti a forzare la mano alle società coinvolte.

Non pensavamo potesse mai diventare prassi per lavoratori “speciali” come i calciatori, ma anche per loro il certificato medico “tattico” pare ormai regola. Quante volte è capitato di allungare il weekend o il periodo di vacanza dall’ufficio, dal negozio o dal cantiere per una non meglio precisata “costipazione” dell’ultimo minuto?

La routine mista alla precarietà, si sa, logorano abbastanza (per non dir di peggio), e una scappatella dal dovere giornaliero è capitata più o meno a tutti. Per la particolarità della professione, l’attenzione mediatica, e la natura degli ingaggi, i certificati medici presentati dai calciatori per non presentarsi agli impegni delle società da cui vogliono partire, fanno invece abbastanza ridere.

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A Firenze se ne sono visti recapitare addirittura due nel giro di qualche settimana. Passiamo dal “mal di pancia” bianconero di Bernardeschi, allo “stress da mercato” con cui Kalinic ha giustificato l’assenza dagli allenamenti in vista della prima di campionato. A ben vedere, i tifosi viola potrebbero chiedere ai propri datori di rientrare dalle ferie a metà novembre per questo “stress di mercato”.

L’ultimo caso è quello del rossonero Niang. A Milanello, in realtà, nessuno lo vuole trattenere. Il Milan però vorrebbe accettasse l’offerta dello Spartak. Il francese invece, molto meno persuaso da questa ipotesi, punta a passare nelle fila del Torino di Mihajlovic. Per questo ha, anche lui, presentato un certificato d’esenzione dall’attività fisica valido per 10 giorni a causa dell stress.

E quello dei tifosi milanisti che lo hanno visto caracollare sul campo come un camelide per anni, esprimendo il più delle volte la voglia e l’intensità di uno straccio bagnato, chi lo certifica?

Sì, lo sappiamo bene che si tratta solo di scuse per poter ottenere ciò che vogliono dai Club senza vedersi comminare salatissime sanzioni disciplinari. Un po’ di sincerità e responsabilità in più, sarebbero comunque gradite.

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