Bomber Pupo come Ibra e Cassano. Rivelazioni “senza freno”

Bomber Pupo come Ibra e Cassano. Rivelazioni “senza freno”

L’esilarante anticipazione del libro “il peggio della diretta” nel quale, tra i tanti, si racconta anche Pupo, ci fa pensare a due bestseller del Bomberismo. L’epico “Io Ibra” di Re Zlatan, e l’ignorantissimo “Dico tutto” del Pibe de Bari, Antonio Cassano.

L’esilarante anticipazione del libro “il peggio della diretta” nel quale, tra i tanti, si racconta anche Pupo, ci fa pensare a due bestseller del Bomberismo. L’epico “Io Ibra” di Re Zlatan, e l’ignorantissimo “Dico tutto” del Pibe de Bari, Antonio Cassano.

Il cantante, chiamato a raccontare uno spiacevole episodio della sua carriera musicale si lascia andare (in tutti i sensi) al racconto di un concerto finito male:

“Avevo continuamente bisogno di andare in bagno, e i fermenti lattici che stavo prendendo non avevano ancora dato i loro frutti e a causa dello sforzo per l’impegno vocale e per il movimento contemporaneo del corpo, spinsi più del solito e mollai quella che lì per lì pensai fosse una scoreggia e che invece si rivelò, purtroppo, il rubinetto di apertura di un autentico fiume di m…”

Ed è impossibile per noi calciofili non pensare subito alle mirabolanti rivelazioni Di Cassano e Ibra, all’interno delle loro famosissime biografie:

“Ne ho trombate molte, anche in ritiro. È piuttosto facile. A Trigoria, che è enorme, ero riuscito a procurarmi la chiave dell’ultimo cancello, quello che dava sul retro. Le facevo entrare da lì. Andavamo negli spogliatoi delle giovanili, spesso usavamo i lettini dei massaggi, ogni tanto se ne spaccava uno. Anche se lo scoprivano, non mi dicevano nulla, chiudevano un occhio. Anche perché spesso ho giocato grandi partite dopo aver fatto sesso. Andatevi a rivedere Roma-Juventus 4-0, quella della bandierina spezzata. Avevo fatto le 6 la domenica mattina, con una delle tante amiche che avevo in quel periodo”

“Se quel Bari-Inter non ci fosse stato sarei diventato un rapinatore, o uno scippatore, comunque un delinquente. Molte persone che conosco sono state arruolate dai clan. Quella partita e il mio talento mi hanno portato via dalla prospettiva di una vita di merda. Ero povero, ma tengo a precisare che nella mia vita non ho mai lavorato anche perché non so fare nulla. A oggi mi sono fatto 17 anni da disgraziato e 9 da miliardario me ne mancano ancora 8, prima di pareggiare.”

A. Cassano

” Ma quando mi alzai per andarmene ricevetti un pugno sulla spalla, e questa non fu per niente una buona idea, Oguchi, Onyewu. Gli risposi con una testata e scoppiò la rissa, non sto parlando di una zuffa qualsiasi. Volevamo farci a pezzi, fu uno scontro durissimo, eravamo due ragazzi di più di novanta chili e rotolavamo tirandoci ginocchiate e pugni, e naturalmente tutta la squadra si precipitò cercando di dividerci. La cosa più brutta successe dopo, perché Onyewu si mise in ginocchio sul campo a pregare con le lacrime agli occhi. Mi salì ancora di più la rabbia, la vedevo come una provocazione, e a quel punto mi si avvicinò Allegri: «Calmati, Ibra!». Lo spinsi da parte e corsi di nuovo verso Onyewu, ma venni fermato dai compagni e fu un bene, sarebbe potuta finire molto male…”

Z. Ibrahimovic

E chissà perché andavano tanto d’accordo…

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