Bomber Teams: Il grande Vicenza del principe Zauli

Bomber Teams: Il grande Vicenza del principe Zauli

Questa società veneta ha visto tra le sue fila “giocatorini” del calibro di Paolo Rossi e Roberto Baggio. I Bomber di cui però vogliamo parlare incantarono il Menti qualche anno più tardi. Per certi versi il Vicenza del 1997 fu l’ultima vera “provinciale” a conquistare un titolo nel nostro calcio. Per questo, e altro, va giustamente celebrata.

Due anni prima i biancorossi militavano in serie B, senza cullare la speranza di diventare una vera e propria Cenerentola appena pochi mesi dopo. L’artefice del salto di qualità fu Don Francesco Guidolin da Castelfranco Veneto. Il suo “vangelo” prevedeva gioco corale e tanta umiltà. Alcuni singoli di quella squadra, però, spiccavano sugli altri.

Aug 1996:  A portrait of Francesco Guidolin of Vicenza taken during the club photocall. Mandatory Cr

Pensiamo a un Bomber come Gigi Sartor. Oggi gestisce un pub, ma nei ruggenti anni 90 vinceva tre Coppe Uefa con tre squadre diverse (Parma, Inter e Juve). Da buon veneto non poteva però restare a secco di presenze con una squadra della propria regione. Il suo baffetto e l’occhio vispo hanno guidato la difesa biancorossa ai grandi successi di quella stagione; ci potete scommettere!…no, forse meglio di no.

A centrocampo il Bomber di massimo culto era Gabriele Ambrosetti. Per definirne la grandezza basterebbe citare le sue squadre dal 1999 al 2001. Nell’ordine Vicenza-Chelsea-Piacenza. Per la serie: Fanculo, io me ne torno in Provincia!

Non bastasse questo, il calzettone abbassato e il capello dai colori indefinibili completano un grande ritratto bomberesco.

Dall’Uruguay sbarcava l’arroganza di Gustavo Mendez e Marcelo Otero. Unici stranieri di quella squadra, insieme a un giovanissimo Pierino Wome, deliziarono il popolo biancorosso con giocate di estrema ignoranza e tracotanza. Per inciso, va detto che i due arrivarono al Vicenza freschi del titolo di campioni della Coppa America. Scusate se è poco.

Jucovic of Juventus

Altro uomo decisivo per il centrocampo fu il duttilissimo Domenico Di Carlo. Mimmo raggiungerà poi l’apice del successo prendendosi un calcio nel culo a Parma da Silvio Baldini. Momento di grande sport.

A centrocampo faceva razzie anche il futuro milanista Jimmy Maini. Ricordare in questo momento a un tifoso rossonero del Milan di Maini e Cardone, è corretto quanto pisciare nella borraccia di un maratoneta.

In attacco la scena era tutta per Robertone Murgita. Vero e proprio eroe per un anno, il riccioluto attaccante timbra in semifinale un gol decisivo per la conquista della Coppa Italia.

Poi…arrivò lo storico attacco all’Europa. Per questa impresa servivano Bomber di livello.

Dalla Primavera del Milan i giovani Ambrosini e Coco. Il fioretto in mediana lo portava Roberto Baronio, “gemello diverso” di Andrea Pirlo nella romanticissima Under 21 di quegli anni. In attacco, il peso e classe di Re Artù di Napoli e del Toro di Sora Pasquale Luiso.

Gabriele Ambrosetti of Vicenza fends off Frank Leboeuf of Chelsea

L’avventura terminerà a un passo della finale, interrotta per mano del Chelsea di Zola e Mark Hughes. Quel Vicenza, per me, è invece il passo elegante e il tocco pregiato di un diamante luminosissimo. Lamberto Zauli, per chi ama l’estetica applicata al calcio, è una gioia per gli occhi e per il cuore. Senza scomodare paragoni esagerati che farebbero pensare che non sia serio. Zauli era davvero un “fottuttissimo” gran giocatore.

 

 

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