Bomberate della settimana: dal finto nazionale del Senegal a quelli che vanno a zappare

Bomberate della settimana: dal finto nazionale del Senegal a quelli che vanno a zappare

Come ogni settimana il mondo del calcio ci riserva alcune simpatiche storie, che noi, per deformazione “professionale”, tendiamo a definire bomberate.

Ne abbiamo raccolte tre, il podio delle bomberate della settimana:

3° posto= un diciottenne originario del Gambia, di nome Issiaka, migrante ospite del centro di accoglienza di Alba Adriatica (Teramo), bussa alla porta del Chieti e si spaccia per il capitano della nazionale del Senegal Lamine Diatta. Alla richiesta “Sono Diatta del Senegal, voglio giocare con voi”, i dirigenti neroverdi non hanno battuto ciglio e gli hanno immediatamente permesso di allenarsi coi nuovi compagni in ritiro. Allenamenti, partitelle, docce per qualche giorno e nessuno che ha dubitato della sua falsa identità. I dirigenti non hanno dubitato di lui per le prestazioni (evidentemente sufficienti?!), ma per via dell’ossessione del ragazzo di ottenere il visto. Tra l’altro il Chieti era in attesa di documenti che Issiaka non è mai riuscito a portare. Il finto Diatta qualche giorno prima aveva bussato alla porta del Pescara, ma in questo caso era stato scartato per motivi tecnici. La bomberata? Ovviamente complimenti per l’ingegno e la creatività di Issiaka, ma vorremmo premiare pure lo staff tecnico del Chieti. Ora ci chiediamo: basta così poco per fare qualche allenamento con una squadra professionista?

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2° posto= Arturo Vidal ne combina un’altra. Tormentato il rapporto dell’ex juventino con la nazionale cilena. Mercoledì il calciatore del Bayern ha abbandonato il ritiro della Roja su ordine del c.t. Sanpaoli dopo l’ennesima notte ubriaco al casinò. No ovviamente il comunicato della nazionale cilena non parla di questo: l’abbandono del ritiro di Arturo è ufficialmente per motivi personali. Un paio di testimoni smentiscono questa tesi. Una donna l’ha visto alle 7 di mattina giocare alle macchinette del casinò, proprio quello che frequentò la notte della Ferrari distrutta a giugno. Un uomo lo ha visto ritornare in ritiro all’aba in condizioni pessime. Altri tre giocatori della Roja, suoi compagni di squadra al quotidiano “El Mercurio” hanno rilasciato queste parole: “martedì mattina dopo le 8 Vidal si è presentato in ritiro in pessime condizioni, così l’abbiamo invitato ad andare a dormire”. Doverosa riportare la smentita di King Artur al quotidiano “La Tercera”: Vidal sarebbe tornato in Germania per assistere all’operazione del figlio malato di diabete. Nei prossimi giorni ne sapremo di più, per ora è lecita una domanda: possibile che Marotta ci abbia visto giusto nel venderlo?

1° posto= avete presente il simpatico coretto di noi tifosi allo stadio stufi delle prestazioni con effetti lassativi dei nostri beniamini? Sì quello: “A lavorare, andate a lavorare!”. Il tecnico della squadra ceca Banik Ostrava, Radomir Korytar, ha scelto di punire i suoi calciatori per la prestazione imbarazzante contro una squadra di quarta serie nella Coppa nazionale. Il Banik ha perso infatti 4-3 e Korytar ha voluto mandare un messaggio molto chiaro: “Voglio che capiscano che loro sono persone privilegiate”. Qualcuno ha preso di buon grado la punizione, altri un po’ meno. Se dovessimo scommettere sul primo a proporre una cosa simile in Italia ci verrebbe in mente un solo nome: Sinisa Mihajlovic. Quello che dopo Mantova-Milan amichevole l’ha toccata piano: “Nessuno si deve lamentare se non gioca. Parla il campo, se non giochi vuol dire che non lo meriti”. E poi Balo rinuncerà ad una serata all’Hollywood dopo aver zappato tutto il dì?

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