Fabregas l’eroe. Dice no a 31 milioni all’anno dalla Cina

Fabregas l’eroe. Dice no a 31 milioni all’anno dalla Cina

Che lo faccia per amore del calcio o per odio del fritto, non è dato saperlo e non importa. Con questo rifiuto, Cesc Fabregas è l’eroe del giorno.

Il calcio internazionale ha un nuovo eroe. Non è un talento emergente o una nuova stella. Anzi, malgrado l’appannamento delle ultime stagioni, è un vero pezzo grosso.

Cesc Fabregas, non ha davvero bisogno di presentazioni, ce l’ha fatta. Ha saputo completare un’impresa che, a confronto, immobilizzare Conte che esulta dopo un gol è uno schrerzo.

Ha chiamato il suo procuratore, si è retto per bene ai braccioli della sedia, e ha detto: “no”. Nell’attimo appena seguente probabilmente, ripensando alla cifra, è svenuto cadendo di faccia sul pavimento. Ma a cosa ci riferiamo? Pare che il centrocampista spagnolo abbia in queste ore rifiutato un’offerta da un Club Cinese, per un ingaggio stagionale da 31 milioni di euro.

No, non mi è passato il gatto sulla tastiera e non ho dimenticato nessuna virgola. La cifra è quella giusta, ma Cesc ci è riuscito lo stesso. Ha pensato che gli 8 milioni che prende dal Chelsea per stare in testa alla Premier, e ritagliarsi qualche spazio importante nelle ultime uscite dei Blues, sia sufficiente per vivere dignitosamente.

E se a gennaio partirà sarà per giocare a calcio, ad appena 29 anni, ancora ad altissimo livello. Nessuna critica più o meno velata a chi ha deciso, ancora nel pieno delle sue forze, di andare a mangiare riso a pranzo e cena, senza capire una parola da alba e tramonto, solo per avere un orgasmo multiplo nel momento di aprire l’homebanking sul telefono.

Magari il buon Cesc ci andrà tra un anno in Cina, non riuscendo in questi mesi a trovare il rilancio che desidera e che pensa di meritarsi. Almeno, comunque, ci avrà provato. Rendendo forse un po’ meno ridicoli quelli che pensano che a calcio sia ancora bello vincere, e non solo strisciare la carta. O che i soldi facciano più gola se, in fin dei conti, puoi ancora guadagnarteli perché sei migliore dell’avversario che hai battuto.

Ovviamente non è più così da un bel pezzo, ma ci illudiamo ancora un po’. Ah, e fuor di retorica: Dio benedica i milioni che prende Ibra per sfidare i propri limiti e spaccare ancora svariati culi a 35 anni, e nel pallone che conta.

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