Champions Chi? Quando i migliori non vincono la Champions League

Champions Chi? Quando i migliori non vincono la Champions League

Negli ultimi 20 anni la “Coppa dalle grandi orecchie” ha assunto un’importanza, se possibile, maggiore rispetto al passato, sia dal punto di vista economico che di prestigio. Se dovessimo schierare una formazione composta unicamente da giocatori che non l’hanno vinta, riusciremmo a vincerla?

Appena Ibrahimovic ha annunciato il proprio passaggio al Manchester United di Mourinho il web è stato invaso da commenti di calciofili del tipo “almeno quest’anno avrà una scusa valida per non vincere la Champions”. La coppa dalle grandi orecchie è, infatti, il trofeo che Zlatan insegue (anche se, probabilmente, il problema è più degli altri che suo) da tutta la carriera, come nel 2009, quando lasciò l’Inter per il Barcellona campione in carica, e sappiamo tutti come andò a finire. Il gigante svedese può consolarsi, perché non è solo ed, anzi, insieme a lui nella nostra formazione, ci sono anche 4 vincitori del Pallone d’Oro. Manco a dirlo l’Arsenal, la Juve e l’Inter pre Mourinho sono le squadre più rappresentate nella nostra formazione, che si schiererebbe con un 4-3-1-2 (il modulo tanto caro al Presidente Berlusconi, che di Coppe ne ha vinte 5). (N.B. Abbiamo preso in considerazione solo giocatori attivi negli ultimi 20 anni).

Portiere: Gianluigi Buffon

Il portierone della Juventus e dell’Italia, campione del Mondo con la Nazionale nel 2006, insegue questo trofeo da sempre e l’ha sfiorato anche in un paio d’occasioni, perdendo due finali (Manchester ’03 contro il Milan e Berlino ’15 contro il Barcellona). Quest’anno la Juve, però, sembra avergli dato a disposizione una squadra capace di toglierlo da questa infausta formazione.

Terzino destro: Lilian Thuram

Un dei difensori più forti e completi che abbia solcato i campi della Serie A, ha inseguito inutilmente il trofeo perdendo, anche lui come Buffon, la finale contro il Milan e ritirandosi per problemi cardiaci l’anno prima dello storico Triplete del Barcellona 2008-09.

Difensore Centrale: Fabio Cannavaro

Tutti, quando leggiamo il suo nome lo facciamo con la voce di Fabio Caressa, perché il capitano azzurro è stato il giocatore simbolo dei Mondiali 2006, tanto vincere, grazie alla sua performance in terra teutonica, il Pallone d’Oro (una rarità per un difensore). Purtroppo per lui, non ha avuto la stessa fortuna con le squadre di club, arrivando in semifinale con l’Inter 2002-03 e addirittura meno con Juve e Real Madrid.

Difensore Centrale: Laurent Blanc

Per i più giovani è stato solo l’allenatore di Francia e Paris Saint German, ma il buon Laurent è stato un difensore centrale di tutto rispetto a cavallo fra gli anni ’90 e 2000. Pur avendo vinto tutto con la Francia, non riuscì a ripetersi con i club (Inter e Manchester United su tutti), vincendo “solo” una Coppa delle Coppe con il Barcellona nel 1996-97.

Terzino Sinistro: Gianluca Zambrotta

Anche lui, come Cannavaro e Buffon, è stato campione del mondo con l’Italia nel 2006 e sconfitto in finale di Champions League con la Juve nel 2003, come il capitano azzurro abbandonò la Vecchia Signora dopo i fatti di Calciopoli per accasarsi al Barcellona, che lasciò nel 2008 (come Thuram, un anno prima del Triplete) per andare al Milan.

Mediano: Patrick Vieira

Il buon Patrick, storico capitano dell’Arsenal prima e oggetto del contendere fra Juve e Inter durante l’estate 2006, è stato uno dei centrocampisti centrali più forti della storia, e pur avendo vinto tutto con la Nazionale (come Thuram), non riuscì a ripetersi con i club. A lui va assegnato il premio sfiga perché lasciò l’Inter per il Manchester City a gennaio 2010, 4 mesi prima della vittoria, attesa per 45, dei Neroazzurri.

Centrocampista interno destro: Michael Ballack

L’eterno secondo. Giocatore completo, con grande forza fisica, tecnica individuale e senso tattico, ha perso un discreto numero di finali con Bayer Leverkusen, Chelsea e nazionale tedesca. Più fortunati i suoi anni al Bayern Monaco.

Centrocampista interno sinistro: Pavel Nedved

Il biondo centrocampista, attuale dirigente della Juventus e vincitore del Pallone d’Oro nel 2003, nonostante i tanti anni di carriera, non ha mai giocato neanche una finale di Champions, rendendosi protagonista del fallo più stupido nella storia del calcio: nei minuti finali di Juventus – Real Madrid, semifinale di Champions 2002-03, rifilò uno sgambetto da dietro a McManaman a centrocampo, durante un’azione del tutto innocua, causando il più grande rimpianto collettivo nella storia del calcio: a distanza di 13 anni, infatti, ci sono ancora Juventini che dicono: “ah, se c’era Nedved…”.

Trequartista: Roberto Baggio

Il Divin Codino. Forse il calciatore italiano più forte di tutti i tempi, sicuramente il più amato da tutti i tifosi. Nessuno come lui ha saputo raccogliere l’affetto degli appassionati di calcio di tutte le fazioni. Purtroppo per lui la bacheca trofei non è stata all’altezza del talento e della fama. A livello internazionale si è dovuto “accontentare” di una Coppa Uefa con la Juventus, ed entro i confini nazionali ha vinto “solo” due campionati con Juve e Milan e una coppa Italia in bianconero. È uno di quei casi in cui la bacheca dei premi individuali supera quella dei premi di squadra.

Attaccante: Ronaldo

Para Siempre Fenomeno. Ronaldo, forse il giocatore più forte degli ultimi 20 anni (con buona pace della diatriba Messi – Cristiano), non è riuscito a ripetere a livello di club i successi ottenuti con la maglia della Nazionale Brasiliana (2 mondiali e 2 Coppa America), vincendo una Coppa delle Coppe con il Barcellona, una Coppa Uefa con l’Inter (indimenticabile il suo gol in finale con la Lazio) e una Coppa Intercontinentale con il Real Madrid nel 2002. Nel 2007, dopo 4 stagioni e mezzo con i Blancos è passato al Milan, che a maggio vinse la Champions League nella finale di Atene contro il Liverpool, ma SFIGA SUPREMA, Ronaldo non poté essere iscritto alla lista Uefa, per aver già giocato mezz’ora della competizione con il Real Madrid, e quindi niente medaglia per il Fenomeno.

Attaccante: Zlatan Ibrahimovic

Colui che ha ispirato questo pezzo. Ibra ha inseguito, appunto, il trofeo per tutta la carriera, cambiando più squadre che scarpe, non raggiungendo mai neanche la finale. Storico il suo passaggio dall’Inter al Barcellona, campione in carica motivato con un “vado a vincere la Champions” a cui Mourinho rispose “allora devi rimanere qui, perché la vinceremo noi!”. I fatti diedero ragione all’allenatore portoghese, ma non è ancora detto, Ibra, come Buffon, è l’unico dei giocatori in formazione ancora in attività ed ha la possibilità di “salvarsi” da questa lista (non quest’anno).

E l’ipotetica panchina? Non sarebbe da meno.

Sol Campbell

Era uno dei difensori più forti della Premier, tra i più desiderati a livello europeo, che non ha mai portato a casa la Coppa. Penalizzato dalla lunga militanza nell’Arsenal di Wenger: un paio di anni da invincibili in Inghilterra, ma “solo” molto belli da vedere nel continente. Stessa sorte per uno come Dennis Bergkamp. Il rammarico principale è la sconfitta in finale contro il Barcellona di Ronaldinho nel 2006.

Juan Sebastian Veron

Uno dei centrocampisti più completi degli ultimi 20 anni. Tecnicamente fortissimo, molto intelligente, quasi un allenatore in campo. A Veron non mancava niente, nemmeno una buona dose di leadership. Eppure tra Lazio, Manchester United ed Inter non è mai riuscito nell’impresa. Bacheca incompleta per lui, come per un altro argentino molto amato in patria: Juan Roman Riquelme.

Christian Vieri

Il centravanti di sfondamento (e non pensate sempre male…) più forte e dominante degli anni a cavallo tra i ’90 e i 2000. Bobo è stato acquistato a cifre record dall’Inter di Moratti (Mister 90 Miliardi), ha segnato a ritmi impressionanti e ha spazzato via innumerevoli malcapitati difensori. Mai un “urrà” in Champions. Ci andò vicino con la Juventus nel ’97 ma perse la finale più scontata della storia bianconera (contro il Borussia Dortmund). Poi basta. E nel palmares gli manca pure il Mondiale con la nazionale. E dire che nel 2006 Lippi lo voleva…

Francesco Totti

L’ex Pupone è ad oggi il più anziano marcatore della storia della Champions League. Quest’anno non ha giocato nel preliminare, ma è uscito a testa altissima da questa competizione lo scorso anno col tributo del Santiago Bernabeu. Stadio che ha violato tra l’altro. La scelta di rimanere a vita giallorosso, forse gli ha tolto qualcosa dal palmares. Ma Totti è Totti anche per questo.

Eric Cantona

The King, come veniva chiamato all’Old Trafford (con buona pace di Ibra che però aspira al ruolo di God…), non ha mai vinto la Coppa dalle Grandi Orecchie. Ha cambiato mentalità ai Red Devils di Ferguson, ma non ha fatto in tempo a godersi la prima vittoria di Sir Alex: quel rocambolesco e celeberrimo 2-1 del 1999 contro il Bayern Monaco.

Weah

Nemmeno il grande George, il primo Pallone d’Oro non europeo della storia, ha mai vinto la Coppa più ambita. Il suo Milan è rimasto fuori dalla competizione diversi anni (complice l’allora regolamento che premiava una o al massimo due squadre per nazione). Grande rammarico, ma non grande come la mancata elezione presidenziale nella sua Liberia, persa al ballottaggio.

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