“Chiamatemi Bomber”: le anticipazioni di Vieri

“Chiamatemi Bomber”: le anticipazioni di Vieri

Sono frammenti del libro a dir poco succulenti quelli che Bobo Vieri svela in anteprima ai lettori de “La Gazzetta dello Sport”. Momenti di vita vissuta in un periodo in cui il calcio in Italia non conosceva l’austerity, la crisi era lontana e in discoteca sciabolavi come se non ci fosse un domani. Se le premesse sono queste, la Bibbia di Bobo si candida come libro dell’anno.  Anche questo dovrebbe far pensare.
“A diciott’anni si diventa maggiorenni, si può finalmente guidare l’automobile, si può votare e tutta una serie di altre cose. Ma i miei diciotto li ricordo soprattutto perché fu in quel periodo che varcai per la prima volta la soglia del Pineta di Milano Marittima, che negli anni a venire sarebbe diventato per me un appuntamento fisso… Elisabetta Canalis? Me la passò al telefono Iacchetti. Menava di brutto Eli quando la facevo arrabbiare… Melissa Satta la conobbi quando aveva 18 anni, era bellissima. Le dissi: «Ascolta Melissa, adesso sei troppo giovane, ma mi prenoto per diventare tuo fidanzato appena avrai compiuto vent’anni…». Mi hanno attribuito molte storie in questi anni. Devo essere sincero, quelle inventate sono state poche, è quasi tutto vero ciò che avete letto sui giornali di gossip…”.

Il libro potrebbe finire qui. Troppo carisma, troppo tutto. Ma il nostro eroe ha altre anticipazioni da svelare.
“Un giorno Moggi mi chiama a rapporto: entro nel suo ufficio e trovo già lì il mio procuratore e Bettega. Il direttore, con i suoi modi tranquilli e gli occhi semichiusi, dice che è pronto ad aumentarmi l’ingaggio, ma che non può andare oltre i due miliardi di lire a stagione. L’Atletico Madrid offre tre miliardi e mezzo. “Si va in Spagna”, dico. E la riunione finisce all’istante. Lo ammetto, decisi guardando solo il portafogli. Potendo tornare indietro, sarei rimasto”.

Quello che non ti aspetti è invece un Christian Vieri romantico. No, non pensate subito male. L’unico partner che ha amato alla follia, dentro fuori dal campo, è il vero Ronaldo.
“Una notte di luglio (siamo nel 2002), alle tre e mezza del mattino, io sono al Pineta a fare serata. Vedo la tasca dei pantaloni che si illumina. È il telefonino. Moratti!!
“Ciao Bobo, senti, qui accanto a me c’è Marco, Marco Tronchetti Provera”. “Pres, non mi dire che stiamo per parlare di Ronaldo”.
“Bobo, vuole andare via…”.
“Non ci pensare nemmeno, non possiamo venderlo, se fai così sfasci tutto”. “Ci sono problemi, con Cuper non lega proprio”.
“I problemi si risolvono”.

Ne leggeremo delle belle.

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