I 10 comandamenti del bomber a calcetto

I 10 comandamenti del bomber a calcetto

La partita di calcetto, un must della settimana. Il giorno che aspetti ansioso di sfoggiare finalmente la tua vecchia maglietta sgualcita di Frick (a proposito, Marione proprio stasera ha detto addio alla Nazionale e noi pochi giorni fa gli avevamo dedicato un pezzo… leggi qui). Quei sessanta minuti in cui, per mancanza di fiato o di decenza, riuscirai a toccare più volte le tue palle che quella da calcio. La partita di calcetto è anche quel momento in cui vengono fuori di prepotenza gli atteggiamenti e le caratteristiche del bomber (senza apparenti meriti sportivi) che ci sono in ognuno di noi. E così, indossate fascette e polsini inutili, alzati i calzettoni fino a livello pube, allacciate le scarpe sporche con dovizia, ci accingiamo ad enunciare i 10 fondamentali e incontrovertibili comandamenti del bomber a calcetto.

10) Non correre. (Mai visto un bomber correre durante la partita. Ripiegamenti questi sconosciuti. Simbolicamente il bomber sta là davanti, mano destra sul pacco e mano sinistra alzata reclamando palloni che non gli arriveranno mai).

9) Non passare il pallone al compagno smarcato se puoi tirare. (Mai. Tirare, vuoi mettere un tuo gol con quello di un compagno? Non esiste).

8) Protesta. Sempre. (Continua tutta partita a rompere le palle all’arbitro, se c’è, o agli avversari. Alla lunga ti faranno fare quello che vuoi. Se non sarai cacciato prima).

7) Chiama fallo appena ti senti tirare. (Regola fondamentale. Soprattutto se hai appena perso palla).

6) Non esiste nessuno più forte all’infuori di te. (Nessuno ha il tuo carisma, solo tu puoi risolvere le partite. I tuoi compagni dovrebbero saperlo. O semplicemente fanno finta di fartelo credere).

5) A calcetto il lancio lungo non serve. Ma tu puoi. (Palla a terra. Ma se sei in difficoltà, tu coi piedi fatati che ti ritrovi, puoi provare il lancio alla Pirlo. Tanto se si perde il pallone, ce n’è un altro).

4) Incazzati coi tuoi compagni se sbagliano. (Sempre. Solo così vanno spronati, quelle schiappe).

3) Se perdi il pallone non è colpa tua. Sei stato sfortunato. (Cazzo…me l’ero aggiustata bene, peccato per il secondo controllo…va bè raga, capita).

2) Se ti parano un tiro il portiere è stato bravo. (Guarda te cosa ha parato questo! Ma dico, hai visto che culo?).

1) Non nominare il nome di Zlatan invano. (Di Zlatan mai. Ma i sonetti che si odono durante questi sessanta minuti a volte sono pura poesia).

 

 

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