Cristiano vs Leo; Roger vs Rafa: il poema epico dei giorni nostri

Cristiano vs Leo; Roger vs Rafa: il poema epico dei giorni nostri

Dai tempi dell’Iliade l’uomo si appassiona allo scontro epico a due tra individui contrapposti. Dai tempi del poema tradizionalmente attribuito alla genialità d…

Dai tempi dell’Iliade l’uomo si appassiona allo scontro epico a due tra individui contrapposti. Dai tempi del poema tradizionalmente attribuito alla genialità di Omero, l’uomo tende a dividersi tra Ettore ed Achille. Uomini questi, non comuni, semidei coraggiosi, leali alla patria e ai propri compagni, con i quali condividono l’onore e il merito delle loro gesta che tuttora ci vengono narrate. Poi è venuto il tempo degli eroi dei fumetti, da Batman a Spiderman, da sempre opposti ad un nemico da fronteggiare con tutte le loro forze e i loro superpoteri. Ammettiamolo, da sempre siamo affascinati dall’uno contro uno. E ognuno di noi ha i suoi beniamini.

Succede così anche nello sport. E non solo in uno sport individuale come il tennis che recentemente ha vissuto della contrapposizione sportiva, concettuale e filosofica tra Federer e Nadal. Due dei tennisti, senza ombra di dubbio, più forti di sempre. Succede così anche in un gioco collettivo come quello del calcio. Messi contro Cristiano Ronaldo oggi come Ettore contro Achille del VI secolo a.c.: e Barcellona contro Real Madrid come Troiani contro Achei.

Lo sport, prendiamo l’esempio del calcio, come la società in cui viviamo cambia in maniera rapida e al momento impercettibile. Ma cambia anche in maniera piuttosto radicale. Solo con gli anni sono visivamente decifrabili i cambiamenti. Poche squadre hanno portato una rivoluzione immediata nel gioco del pallone. Squadre che hanno di fatto scritto la storia, ce le ricordiamo a memoria: l’Ajax di Cruijff, il Milan di Sacchi e il Barcellona di Guardiola. Ma il bello (o il brutto per quelli che rimangono da sempre affascinati al gioco dell’uno contro uno) è che non sono ipotizzabili confronti tra giocatori, atleti, calciatori di epoche diverse. E così rimaniamo nella convinzione che nel suo periodo Pelé fu il più forte e che negli anni di Maradona nessuno fu migliore di lui. Ma anche che nel tennis Lendl fu il più forte nel suo periodo e che Borg lo fu durante gli anni della sua attività. Ma da qualche anno nel calcio e nel tennis stiamo assistendo a qualcosa di particolare…

Due uomini, due atleti non comuni che si sfidano colpo su colpo su chi sia il più forte della propria epoca. Probabilmente Ronaldo sarebbe stato il più forte, il leader assoluto della sua era, senza la presenza ingombrante (tecnicamente non fisicamente) di Messi e a sua volta si può fare la medesima supposizione sul valore di Nadal senza il re degli Slam Roger Federer.

Il parallelo tra questi fuoriclasse dei loro sport è avvincente e possiamo trovarci molti punti in comune. Prendiamo Messi: dai tempi di Maradona e Ronaldo (il brasiliano) non si vedeva un calciatore correre con la palla attaccata al piede come fa lui. Rapido, micidiale nel puntare l’uomo, tecnicamente fuori dal comune. Dicevano di lui: bravo, bravissimo; ma non ha la personalità o la visione di gioco di Maradona. Non è un leader. E per il primo Messi questo era vero. Lionel era il sublime attaccante di un gioco magnificamente noioso e incontrastabile che era il tiqui taqua di Guardiola. Xavi e Iniesta erano i suoi paggetti. Messi capitalizzava, a suo modo (mai banalmente), una rete di passaggi sensazionale. Si diceva anche che Lionel soffrisse le personalità ingombranti (Eto’o e Ibra ne sapete qualcosa?) e che per rendere al meglio dovesse sbarazzarsi di loro. Vero, per il primo Messi. Per quello di oggi non è così. Oggi Messi è il leader indiscutibile del Barcellona. Indietreggia fino alla linea dei centrocampisti, fa il gioco e quando decide che è ora di segnare o di servire un assist al bacio ai suoi partner (Neymar e Suarez, non proprio due qualsiasi, privi di carisma…), lo fa. Il gioco di Messi è fluido, sembra quasi banale. Però quando lo vedi col pallone tra i piedi sai che puoi aspettarti in qualsiasi momento l’accelerazione che ti lascia lì. Pensi che abbia toccato una volta palla, invece l’ha fatto 3 volte e al quarto tocco l’ha messa in rete. Detto questo, Maradona ma anche Zidane o Ronaldinho erano giocatori esteticamente ancora più spettacolari. Ma la decisività e la leadership assoluta del Messi di oggi non è in discussione. Pensiamo a Federer. Un giocatore unico, come nessuno prima di lui. I dominatori delle precedenti epoche erano tennisti “specializzati” su determinati campi (erba per Sampras, terra per Borg…). Prima di lui si avvicinò in un certo senso Agassi, molto più “bomber” dello svizzero. Poca testa e poca continuità e il famoso “odio” per la palla da tennis non gli permisero mai di arrivare ad essere considerato il dominatore nel suo periodo. Roger è diverso. Elegante, pulito nei colpi, senza praticamente punti deboli. Abile nel gioco da fondo e in quello a rete. Il gioco di Roger Federer può essere considerato tra i più completi del circuito. Lo svizzero ha un diritto incisivo e penetrante che gli permette di prendere rapidamente il comando dello scambio, con il rovescio ad una mano riesce a trovare ottime angolazioni e con il servizio è capace di giocare una palla elaborata o cercare l’ace. Fiore all’occhiello è la sua propensione al gioco di volo: grazie alla sua impostazione, è dotato di un incredibile gioco a rete. In base a tutte queste caratteristiche predilige i campi veloci, dove può trovare l’accelerazione vincente anche da posizioni poco. Questo gli ha permesso di arrivare a vincere tutto. Ma forse, senza quell’altro (ovviamente Nadal), sarebbe diventato più dominatore negli almanacchi ma quasi certamente un tennista meno completo.

Già perché la presenza degli “altri” (Cristiano Ronaldo e Nadal appunto), ha spinto oltre l’asticella. Atleti entrambi che in un certo senso possono essere paragonati. I loro detrattori per anni hanno portato avanti il loro tormentone: “sono atleti costruiti, figli della palestra e dello sport di oggi basato solo sulla muscolatura”. Vero, in parte. Cristiano e Rafa sono prima di tutto atleti potenti, forti fisicamente (tralasciando il ginocchio ballerino di Nadal, intendiamo in senso lato). Le accelerazioni di Ronaldo sono più devastanti, meno “danzanti” di quelle di Lionel. Ronaldo, tecnicamente uno dei più forti di sempre, è aiutato da un fisico monstre che gli permette di fare la differenza anche atleticamente. Nato come ala sinistra, per la sua velocità di gamba e quella propensione ad accentrarsi per il tiro, oggi CR7 è un giocatore che è sostanzialmente capace di fare reparto da solo. E così Nadal. I colpi di Federer sono più raffinati, i movimenti più sinuosi. Roger sarebbe un ottimo maestro di tennis. Nadal è più furore, tenacia, grinta, un combattente prestato al tennis. Ma i colpi, è innegabile, sono nel suo bagaglio.  Anche Nadal possiede dei fondamentali molto solidi, ma oltre al gioco, sono la prestanza atletica e la tenuta mentale a fare la differenza. E’ certamente il tennista più vincente su terra rossa e quindi preferisce i campi lenti dove riesce a comandare lo scambio anche fuori dal campo grazie alla rotazione impressa sul diritto che così rimbalza molto alto e rende difficile l’anticipo. Sia Cristiano che Rafa sono considerati peraltro dei professionisti esemplari: ore e ore ad allenare il loro talento, per diventare migliori.

Nella vita Nadal e Federer si professano addirittura amici. C’è molta stima tra i due. Cosa probabilmente dovuta al fatto che entrambi sanno che senza l’altro non si sarebbero spinti a certi livelli. Meno profondo è il rapporto tra il fuoriclasse portoghese e quello argentino del football. Ma entrambi si rispettano. Si studiano e si sfidano in campo sempre come se fosse l’ultima volta. D’altra parte c’era stima pure tra Ettore e Achille

Di tutto questo discorso diamo un’unica certezza: ognuno ha i suoi gusti. C’è chi preferisce un atleta all’altro. Chi parteggia per quello più elegante e chi ama la predisposizione mentale vincente dell’altro. Chi ritiene un atleta migliore quello che oltre al talento unisce un fisico in grado di fare la differenza e chi invece ritiene più meritevole quello che senza un fisico potente riesce a fare la differenza.
Di fatto quando tra 10 anni parleremo di questo periodo di sport, ricorderemo l’era di Federer e Nadal, così come ricorderemo il periodo di Cristiano Ronaldo e Messi (che non a caso dal 2008 si dividono l’edizione del Pallone d’Oro tra loro). Perché i semidei e gli eroi, soprattutto quando sconfitti, rimangono nella memoria di tutti. 
 

Admin Riccardo
@Rouge86Rouge

in collaborazione con:
@_pallacorda

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy