Diario di un professionista e di un bomber…..senza apparenti meriti sportivi

Diario di un professionista e di un bomber…..senza apparenti meriti sportivi

Diario di un professionista

7;30: suona la sveglia, scendo dal letto. In realtà ero già sveglio da tempo, non vedevo l’ora di alzarmi. Comincio lo stretching.

7;45: dopo essermi lavato faccia, denti, mi vesto. Pantaloncini e maglietta. Vado in cucina, prendo il Gatorade in frigo, esco per una corsetta.

8;15: rientro a casa. Doccia rigenerante. Ci voleva proprio.

8;30: colazione abbondante.

9;00: esco di casa, prendo le chiavi della macchina. Oggi è il giorno. Mi dirigo verso il campo. Non vedo l’ora di ricominciare gli allenamenti.

9;20: quelle quattro mura, quelle panchine, quell’odore di vernice fresca. La voce dei tuoi compagni. Sono tornato. Sono di nuovo negli spogliatoi. Non vedevo l’ora.

9;30: tasto l’erba, la sfioro con le mani. Saltello una volta superata la linea di bordo campo. Ci sono, sono rientrato in campo. Non vedevo l’ora.

9;45: il mister, il suo primo discorso, le sue prime indicazioni. I suoi primi rimproveri. Anche quelli mi sono mancati. Si comincia finalmente.

11;30: bellissimo rientrare. La corsa in gruppo, il sudore che ti gocciola su tutto il corpo. Quelle due parole scambiate col fiatone. Poi la partitella, la prima partitella. Non vedevo l’ora.

12;30: il momento del pranzo. Il ritrovo tra amici, compagni di squadra e di avventure. Le news, i racconti dell’estate. Pranzo leggero, pochi carboidrati, la bresaola. Poi il meritato riposino. Io non vedo l’ora di ricominciare oggi pomeriggio.

16: di nuovo tutti insieme, di nuovo tutti in campo. Chi ha approfittato per riposare nel primo pomeriggio e chi ha giocato alla play o fatto chiamate a mogli, fidanzate, amanti. Poi c’era la tele, il ping pong. Ma il campo è un’altra cosa. Non vedevo l’ora di ricominciare.

18;30: stanchi, spossati, ma felici. Quelle sensazioni che ti fanno sentire orgoglioso di far parte di una squadra. Lottare pallone su pallone, centimetro per centimetro. Una goduria. Porsi obiettivi. Raggiungerli. Niente di meglio. Non vedevo l’ora.

20;00: tornato a casa, ennesima doccia meritata. Quella che ti riporta in vita. Cena leggera a base di frutta e verdura. Il racconto della giornata alla tua compagna. I suoi racconti della giornata. E di nuovo che penso a domani: non vedo l’ora di ricominciare.

21;00: mi guardo in replica una partita di Liga spagnola. Messi, Ronaldo…che giocatori. Un giorno vorrei sfidarli. Vorrei essere come loro. E’ il mio obiettivo, è quello che mi spinge a migliorare giorno dopo giorno. E’ la mia passione. Il calcio è la mia vita.

22;30: spengo la luce. Sono stravolto. Ma domani è un altro giorno di allenamento. Non vedo l’ora.

 

Diario di un bomber…senza apparenti meriti sportivi

8;30: oh cazzo. Suona già quella dannata sveglia? Ma che ore sono? Oh Madonna che mal di testa…

8;40: cosa cazzo ho fatto ieri? Fammi dare un occhio a whatsapp. Oh merda…ma cos’ho scritto a quella là? E a quest’altra? Fammi chiamare Lorenzo…gli voglio chiedere cos’abbiamo fatto ieri. Dopo la cena non ricordo più nulla.

9;00: ho ricostruito almeno fino a mezzanotte. Poi il buio. Nemmeno Lorenzo sa dove sia sparito.  Mi ha visto solo andare via con quella bionda dal locale…Ginevra? No boh…Giovanna forse. Va bè. Oh cazzo. Sono già le 9?

9.25: sono imbottigliato in questo cazzo di traffico. Ho cercato di chiamare tutti ma nessuno risponde. Cosa cazzo sono già in campo? Ora vedi il mister che culo mi fa…dai cazzo al primo allenamento no!

9;47: arrivo in campo che il mister sta già palando da un po’. Di solito mi accoglieva con una battutina. Ora nemmeno mi ha rivolto lo sguardo. Qualche mio compagno sorride vedendomi arrivare. Altri scuotono la testa…il capitano, nemmeno lui mi guarda…

11;30: non so come cazzo abbia fatto a finire l’allenamento. Sono morto. Mentre i miei compagni vanno in doccia, il mister finalmente mi rivolge la parola. Mi prende da parte. “Non abbiamo cominciato bene nemmeno quest’anno. Io non te lo dico più. Se non cambi atteggiamento, tu il campo lo vedi col binocolo”. Che vada affanculo. Voglio vedere se duro più io qua o lui.

12;30: ora di pranzo. Faccio comunella con Lorenzo e Federico due altri stronzi come me. Fede mi ha detto che è stato ad Ibiza quest’anno e mi ha fatto vedere le foto di una delle fighe che si è bombato. Grande. Lo sapevo che dovevo andare con lui. Mi ha fatto il segno 7. In sette giorni. Idolo. Lore mi parla ancora di ieri sera…gli chiedo di abbassare la voce, in fondo al tavolo c’è il capitano. Ci manca solo che dica al mister di ieri sera…

14;00: invito nella mia camera gli altri per un torneo di Fifa. Stasera mi pagheranno tutti da bere, so già chi vince.

15;30: ovviamente ho vinto io. A parte Lore che mi dà de filo da torcere, gli altri sono troppo scarsi. In finale contro di lui City-Barcellona 3-1 Aguero, Aguero, Yaya, Messi. E tutti a casa!

15;43: chiedo a Lore di fare una partita agli 11 a ping pong. Li è preoccupato non si faccia in tempo. Io: “ti liquido in due minuti”.

16;02: dannazione ha vinto lui ai vantaggi. arriviamo leggermente in ritardo al campo, ma per fortuna il mister sta parlando col Pres. Ci ha visto il secondo ma lui ormai mi copre appena può…d’altronde io gli ho presentato Camilla. Vecchio marpione!

18;30: odio le ripetizioni, i test di Cooper, gli allunghi…insomma odio gli allenamenti. Cazzo ma facciamo qualche partitella in più no? Cosa serve correre come dei pirla, mica dobbiamo fare la maratona? Al diavolo la loro preparazione…ora cammino che sembro uno che l’ha preso nel c***

19;30: ho sentito Giovanna. Sì si chiamava così alla fine. Mi ha mandato lei l’amicizia su Facebook. Stasera vado da lei. La raggiungo dopo le 22, prima mi faccio una birra con Lore e Fede.

22;30: le birre erano di più come al solito. Tre, forse quattro pinte di doppio malto. Più quei dannati chupito, evitabili. Arrivo da lei che sono mezzo sbronzo. Ovviamente è incazzata ma cerca di non darmelo troppo a vedere. E cazzo, ci siamo conosciuti ieri e mi stai già addosso?

00;05: sono talmente sbronzo che là sotto non funziona niente. Lei ora è incazzata e lo dà a vedere. “Domani io esco presto”, poi si gira dall’altra parte. Cazzo pure io domani dovrei svegliarmi presto. Fammi mettere questa cazzo di sveglia. Cazzo domani è un altro giorno di allenamento.

 

 

 

 

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