Top 10 dichiarazioni di fine mercato

Top 10 dichiarazioni di fine mercato

Il mercato è finito da pochi giorni e dobbiamo aspettare ancora qualche mese prima che Nani venga accostato a mezza serie A. Rileggiamo le 10 dichiarazioni raccolte dalla Gazzetta dello Sport che hanno accompagnato il countdown ufficiale di questa sessione estiva:
Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, in conferenza stampa, sul cambio di allenatore: “È come passare dall’Iphone al Samsung, c’è chi ci mette un giorno o chi lo butta perché non ci capisce un cazzo. Io avevo l’iPhone e ora ho il Samsung, a dimostrazione che ho la mente aperta”.
Diego Forlan: “Io arrivai all’Inter nel 2011. Mi dissero che Benitez era un buon allenatore, ma il suo pensiero si scontrò con quello del medico. Lui pensava che certi suoi giocatori infortunati potessero tornare a giocare dopo due settimane di recupero, mentre i medici pensavano sarebbero state tre o quattro. Poi Benitez non era timido e disse a Moratti di sostenerlo acquistando nuovi giocatori nel mercato di gennaio, ma il presidente si rifiutò e decise di esonerarlo”.
– Roberto Mancini: “Chi cazzo è Telles?”
Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, a SportMediaset: “Nella vita la passione è quando segui un’idea e per essa fai dei sacrifici, nel calcio è la stessa cosa. Una volta c’erano più guerre, oggi per compensare ci sono le squadre di calcio”.
– Julian Draxler: “Al Wolsburg posso crescere di più”.
Sinisa Mihajlovic, tecnico del Milan, in conferenza stampa: “Penso che Honda giocherà, se non gli succede qualcosa stanotte, se non viene qualche samurai o ninja stanotte a svegliarlo”. Sarà venuto davvero: non ha giocato.
– Del Neri, alla domanda se questo Chievo può ripetere le gesta della formazione da lui allenata: “gvgsvgvgvgsvsgvgsvsdfhafjaklfjeicpojcisadclkanlkcasnklanka, gvgsjereretefre. Nta.”
Roberto Mancini in conferenza stampa: “Il mercato è una squadra pericolosa”.
Goeffrey Kondogbia, centrocampista dell’Inter, al Corriere della Sera: “Pressione o stimoli per i 30 milioni pagati per il mio acquisto? A me non cambia proprio niente, non ho pagato io”.
Didier Deschamps, c.t. della Francia, in conferenza stampa: “È vero che il numero 10 è stato portato da grandi giocatori, e non da me. Alla fine è solo un numero, che sia il 10 o il 22 o il 36 non cambia. Se Pogba l’ha preso, vuol dire che era libero. E comunque sul campo non sarà un 10”.
– Dirigenti del Napoli sul mancato affare Soriano: “Credevamo che all’Ata Hotel ci fosse il wi-fi gratuito”.
Leo Messi, attaccante dell’Argentina, all’Uefa Best Player: “Mai detto che non sarei più andato in nazionale. Tanto, più di quanto non mi hanno già ammazzato, non possono farlo, per cui…”
Cristiano Ronaldo, attaccante del Real Madrid, alla rivista Libero: “La mia paura più grande è morire giovane. Non voglio morire giovane, voglio morire da vecchio, quando avrò 80 o 90 anni”.
–  Alberto Zaccheroni, allenatore senza squadra, a Il Mattino: “La Roma perde troppo tempo a trovare nemici che non ci sono, alla Juventus sembra di stare in provincia”.
– Roberto Mancini: “Non sono del tutto soddisfatto del mercato: mi servirebbero ancora un giardiniere, un’autista, 2 escort, un nano da giardino…”
Non possiamo dirvi quali sono state aggiunte da noi ma, che ci crediate o no, le parole di Julian Draxler non sono farina del nostro sacco.
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