I 5 tipi di persone che fanno la doccia con le mutande

I 5 tipi di persone che fanno la doccia con le mutande

Tutti noi, in campo o in palestra, nella massima serie come nelle partite post pranzo di San Lorenzo nel campetto di sassi e siringhe sotto casa, abbiamo avuto occasione di lavarci accanto a qualcuno che immancabilmente si doccia con indosso la biancheria. Ora, la domanda che mi pongo non è chi lo fa, bensì perché mai lo dovrebbe fare?Analizziamo insieme i 5 tipi di persone con i quali potresti condividere la doccia in uno spogliatoio.

FREDDOLOSO: quante volte vi è capitato di andare a giocare in culandia con -12 gradi sul campo e -28 negli spogliatoi? Dopo aver talmente bagnato la maglia da gioco da far puzzare di sudore anche la tuta di rappresentanza che hai dimenticato a casa, il pensiero di spogliarti più in un igloo che in uno spogliatoio, ti fa rabbrividire. I tuoi gioielli di famiglia sono insofferenti al freddo un po’ come Cassano al minestrone e tu ti dimostri particolarmente prudente nel tenerli al caldo e al riparo da correnti taglienti come le battute di Dario Vergassola. PALLE DI GHIACCIO

TIRCHIO: al giorno d’oggi c’è crisi, ormai lo sanno tutti, persino Insigne. Forse. La vita costa, il tavolo in discoteca al venerdì sera costa, le nigeriane sulla tangenziale non accettano né assegni postdatati tantomeno carte di credito, per cui uno si arrangia come può. Per questi e mille altre motivi sarebbe un peccato buttare via l’occasione di farsi la doccia e lavare le mutande simultaneamente, in modo tale da risparmiare quasi una lavatrice in 8 mesi di stagione. ADRIANO GALLIANI

RICCO: il ricco indossa rigorosamente mutande firmate. Mentre tua madre sta contrattando il pacco da 18 paia tutte color vomito marcate Adidox a 3,49 € più una banana, probabilmente la sua sta strisciando la carta di credito per comprare un paio di Trussardi. Due ragazzi della famiglia Trussardi, che vengano a casa sua e li confezionino su misura. L’elastico della biancheria indica a lettere cubitali e fosforescenti il logo e il nome della marca e, con quello che costano, sarebbe un peccato non sfoggiarle sotto la doccia. Lo stile si riconosce anche da queste cose. Cazzo ne capiscono loro di moda. LAPO ELKANN

UMILE: c’è chi, un pò come Christian Panucci, è dotato di straordinéria umiltè. C’è chi segna un gol di tacco in rovesciata e torna al trotto nella sua metà campo come se nulla fosse, come se avesse preso il caffè. C’è chi invece nelle mutande porta a spasso dalla nascita quello che tu vedi come un animale mitologico, che solo pochi hanno il privilegio di ammirare. L’umile sa che spogliandosi metterebbe in imbarazzo anche l’allenatore in seconda della squadra avversaria e la morosa dell’arbitro in tribuna. L’umile si fa la doccia vestito perché è giusto così, perché in caso contrario minerebbe le poche certezze che sostengono il gruppo e lo spogliatoio. L’UMILE NON ESISTE.

Il quinto personaggio si può immaginare: se non rientri in queste categorie e non sei nemmeno ricco, tantomeno sarai Rocco.

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