Forza Shqipri! La favola a cui nessuno credeva

Forza Shqipri! La favola a cui nessuno credeva

Le favole permettono ai bambini di sognare. Ma non per forza la realtà non può essere migliore.

Una favola. Senza giri di parole. E’ così che si può definire la prima qualificazione della storia delle Aquile ad un campionato europeo. Mai l’Albania era riuscita a qualificarsi per un Europeo o un Mondiale, prima di ieri. La favola o se volete il miracolo è riuscito  per la prima volta quest’anno sotto la sapiente guida dell’italiano Gianni De Biasi.

“Tre anni e mezzo fa c’erano pochissimi giocatori e io ho detto loro che se avessero seguito le mie richieste e se avessimo creduto nelle nostre possibilità, avremmo ottenuto un successo importante – commenta De Biasi alla fine della gara contro l’Armenia – Qualcuno si mise a ridere, ma adesso ci viene dietro ed esulta con noi. Tutto questo è stato il frutto del lavoro, il mio, quello di Tramezzani, Bogdani e tutti gli altri che lavorano con me e hanno contribuito a far raggiungere all’Albania il suo sogno. È la più grande soddisfazione della mia carriera, abbiamo fatto felici tutti gli albanesi, quelli che vivono in patria e i tanti sparsi all’estero. Ci ha spinto un popolo intero”.

Difatti erano in pochi a credere in questo risultato. Forse lo staff tecnico, sicuramente non molti di più. Sorteggiata in un girone che oltre al favorito Portogallo di Cristiano Ronaldo, annoverava i “nemici” serbi, la più quotata Danimarca e l’Armenia di Mkhitaryan.

Ma le Aquile hanno cominciato a volare fin da subito: uno 0-1 in casa dei lusitani e un’aria di particolare ottimismo che iniziava a spirare a Tirana e dintorni. I pareggi andata e ritorno con la Danimarca, la celebre vittoria a tavolino in Serbia (la partita dei droni) e le vittorie con l’Armenia in entrambe le partite hanno permesso a Cana e compagni di accedere verso quello che soltanto un annetto fa era considerato un vero e proprio sogno. Quell’urlo strozzato al 90° della partita in casa contro la Serbia, è stato ricacciato fuori con grande orgoglio durante la storica e dolce serata armena.

“Credo sia la più grande soddisfazione di tutta la mia vita. Abbiamo un popolo dietro di noi, non solo in Albania, ma in tutta Europa” ha aggiunto De Biasi. Un tecnico che sembrava giunto al capolinea dopo i fragorosi insuccessi a Torino e a Udine. Un uomo che ha ottenuto la più grande rivincita personale verso chi lo considerava finito.

Un popolo, quello albanese, molto fiero e molto appassionato di calcio. Lo constatiamo ogni giorno anche noi italiani che ospitiamo una nutrita componente albanese nei nostri paesi, nelle nostre città. Gente che quando si gioca la partitella del mercoledì non molla di un millimetro, dà il tutto per tutto, sa soffrire, sa lottare.

Le Aquile voleranno fiere sui cieli francesi nell’estate 2016. E dopo essere arrivate così in alto, non hanno alcuna intenzione di scendere.

 

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